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TRIESTE & CASTELLO MIRAMARE
f/d ca. 7 ore
Moderna, animata città adagiata ai piedi dello spalto carsico che recinge l’arco del suo bel golfo è il più importante porto dell’Adriatico, scalo naturale dei paesi del Bacino Danubiano. Come attestano i suoi monumenti, fu già prospera sotto Roma e nel Medioevo, ma il suo sviluppo data dalla fine del ‘700 come porto dell’impero austro-
Il tour prosegue con il Canal Grande, il Monumento a Sissi, l’Acquario Marino, con 45 vasche contenenti pesci e invertebrati marini adriatici e, in parte, pesci tropicali. Si termina la visita nella zona industriale della città in Ratto Pileria, per visitare la Risiera di S. Sabba, tristemente famosa come campo di sterminio nazista, ospita oggi un Museo della Resistenza.
Nel pomeriggio ci si trasferisce a Miramare per ammirarne il Castello, reso celebre dall’ode “A Miramare” del Carducci. Si erge all’estremità di un promontorio ed è circondato da un vasto, magnifico parco ricco di essenze rare. Attualmente è adibito a Museo Storico. I nobili ambienti con il loro patrimonio di mobili, dipinti, porcellane, avori, ecc.., costituiscono uno dei più significativi esempi di residenza principesca della seconda metà dell’800.
AQUILEIA
h/d ca. 3 ore
Città di origine romana, fondata nel 181 a.C., diventò sotto l’impero di Augusto, un importate porto e centro commerciale, anche per la sua ottima posizione tanto da essere per importanza e grandezza la nona città dell’Impero e la terza d’Italia. Con l’arrivo del Cristianesimo, diventò centro di irradiazione missionaria e di organizzazione ecclesiastica. Nel 452 d.C., Attila, il “flagello di Dio”, mise a ferro e fuoco tutta la zona, andando poi – come ricorda la ben nota tradizione – a godersi lo spettacolo dell’incendio di “Aquileia la grande” dal colle di Udine.
La visita della città può iniziare dal Foro, alle spalle del porto, che mostra numerose vestigia di epoca romana e delle più svariate tipologie e anche se non tutto è stato ancora portato alla luce e studiato, ormai gli archeologi sono riusciti a comprendere in via pressoché definitiva la disposizione interna della città con le sue terme, l’anfiteatro, il circo e il presunto palazzo imperiale, ben noto dalle fonti del tempo di Costantino. Si passa poi alla Basilica, il cui nucleo originario è formato da una domus di età augustea, poi trasformata sotto il vescovo Teodoro, nella quale si possono ammirare splendidi mosaici e una cripta con scavi (ingresso a pagamento). All'esterno si trova la cosiddetta “Chiesa dei pagani” e il battistero, dotato di una grande vasca esagonale adatta ai battesimi per immersione (IX-
GORIZIA
h/d ca. 3 ore
Il toponimo slavo “gorica” (it. monticello, montagnola) è da ricondursi all’identità della maggioranza della popolazione locale e ricorda le caratteristiche del territorio sul quale si sviluppò il nucleo più antico della città: il colle del castello. Con una fisionomia urbana sopravvissuta fino ad oggi la città, contea principesca che nel '500 passò tra i domini ereditari di casa d'Austria, si allargò ai piedi del castello diventando, nella seconda metà del XVIII secolo, sede arcivescovile metropolitana con giurisdizione sulle diocesi di Trieste, Trento, Como e Pedena. Attorno alla Cattedrale barocca dove venne trasferito gran parte del Tesoro della Basilica di Aquileia, si sviluppò un nuovo centro storico di impronta settecentesca che ospitava anche una sinagoga ebraica a testimonianza dell'incontro di popoli e religioni diverse.
Le due guerre mondiali danneggiarono gravemente la città, e mentre dopo il 1918 la ricostruzione lasciò sostanzialmente inalterata la fisionomia del centro, con il trattato di pace del 1947 il suo territorio venne notevolmente ridotto e la città fu divisa in due parti dal confine italo-
La visita della città può partire dal Borgo Castello con le sue mura di cinta e con i musei (in particolare il Museo della I Guerra Mondiale) , si prosegue per il Duomo distrutto interamente durante la Prima Guerra Mondiale e ricostruito nel 1924, la Piazza Transalpina, la Chiesa dei gesuiti o di Sant’Ignazio con il vicino collegio, accanto alla quale s’innalza la colonna con la statua di Sant’Ignazio. Si continua alla volta del maestoso Palazzo Attems, sede dei Musei Provinciali di Gorizia, aperto solo in occasione di mostre, considerato un capolavoro dell’architetto Nicolò Pacassi, per arrivare alla Sinagoga ( visita su prenotazione ) e al quartiere Ebraico.
UDINE
h/d ca. 3 ore
Si narra che il colle del Castello di Udine sia stato elevato con la terra trasportata con gli elmi dei soldati di Attila, per permettere al feroce condottiero di godere dall'alto dello spettacolo di Aquileia in fiamme. Il territorio comunale di Udine e di antichissima origine e dal 1420 si trovò a far parte della Repubblica Veneta sotto il cui dominio subì varie incursioni e guerre. Fu sotto Napoleone e, in seguito al trattato di Campoformio, passò sotto il dominio della Casa d'Austria. Il 2 ottobre 1866, la provincia di Udine venne annessa al Regno d'Italia e nel 1963 fu costituita la Regione Autonoma a Statuto Speciale Friuli Venezia Giulia. La visita della città parte dal centro storico: Porta Aquileia, la Chiesa della Beata Vergine del Carmine, via Aquileia, Vittorio Veneto, Manin, Mercato vecchio e Piazza del Duomo, dove si ammira il maestoso edificio sacro, intitolato a Santa Maria, che racchiude sculture e preziosi affreschi di importanti artisti, le Gallerie del Tiepolo, il Museo Diocesano, San Giacomo e Piazza Libertà, contornata dalla Loggia del Lionello e dal Loggiato di San Giovanni e la Torre dell'Orologio. Da qui si sale al Castello, giungendo alla Chiesa di S. Maria, la più antica della città. Fulcro della città di Udine rimane il Castello, costruito alla fine del XVI secolo, attualmente sede dei Civici Musei e Gallerie di Storia ed Arte di Udine. Visino al Castello, sul colle erboso, si può visitare la Casa della Contadinanza, ricostruzione di un edificio che si trovava in via Vittorio Veneto nel quale si riunivano i sindacati dei contadini friulani, dopo che, nel 1518, i loro rappresentanti si erano rivolti al doge di Venezia per protestare contro nuove imposte decise dal Parlamento della Patria del Friuli. Si consiglia la visita della Galleria di Arte Moderna e la Collezione Astaldi.