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Lombardia Piemonte

Visite guidate Italia

MILANO
f/d - ca. 6-7 ore

Mattino
Si arriva in bus fino al Castello Sforzesco per
dare inizio alla visita della città.
Il Castello sorge sul luogo ove nella seconda metà del XIV sec. Galeazzo II fa costruire un primo maniero, ampliato a partire dal 1450 da Francesco Sforza e poi trasformato in una grande fortezza, che viene in buona misura smantellata in epoca napoleonica. Il Castello, ridotto a caserma, viene restaurato alla fine dell’800 da Luca Feltrami, che ricostruisce tra l’altro la Torre del Filarete, sopra l’ingresso principale. La visita si fa sia all’architettura esterna che nel Museo di Scultura per visitare la Pietà Rondinini, l’estrema, l’incompiuta opera di Michelangelo Buonarroti (ora in restauro e visitabile solo il fine settimana).
La visita prosegue verso la chiesa di Santa Maria Maggiore delle Grazie, eretta in forme tardo gotiche da G. Solari alla fine del XV sec. e concepita come mausoleo per la famiglia di Ludovico il Moro. A destra della chiesa, nell’ex Convento Domenicano, si trova il Cenacolo vinciano. Sulla parete di fondo del refettorio vi è la celeberrima Ultima Cena, dipinta da Leonardo (visita soltanto su prenotazione).
Nel caso in cui non si riuscisse a prenotare l’entrata al Cenacolo si può visitare in alternativa la Pinacoteca di Brera con alcuni dei dipinti fondamentali del Rinascimento italiano come “Lo sposalizio della Vergine” di Perugini, “L’adorazione con ritratto di Federico da Montefeltro” di Piero della Francesca e “Cristo alla Catena” di Donato Bramante. Questo solo per citare i dipinti più significativi, in quanto a Brera è molto rappresentata anche la scuola Veneta e l’arte Barocca.
Una visita orientativa della Pinacoteca di Brera richiede almeno un paio di ore.
Pomeriggio
Il pomeriggio verrà dedicato al cuore di Milano e cioè Piazza del Duomo. Le facciate degli edifici che vi si trovano hanno avuto compimento negli ultimi due secoli. Al centro, il monumento a Vittorio Emanuele II, punto d’incontro di varia umanità.
Il Duomo è uno dei più significativi monumenti del gotico fiorito, in cui gli influssi tedeschi sono addolciti dagli interventi dei maestri locali. La grande abside poligonale è la parte più genuinamente gotica dell’insieme. L’interno, a cinque navate, è solenne, con i colossali pilastri che si innalzano nella semi oscurità; attorno al presbiterio corre un grande recinto, uno dei punti più suggestivi della costruzione. E’ consigliabile la salita al terrazzo del Duomo, a piedi o in ascensore: qui si è sovrastati dalle guglie, sulle quali svetta la maggiore (alta 108,50 mt) recante in alto la “Madonnina”.
Da piazza Duomo attraversando il “salottino di Milano” e cioè la Galleria Vittorio Emanuele, costruita nella seconda metà del secolo scorso, si arriva in P.zza della Scala. Su quest’ultima si affaccia l’omonimo Teatro, fronteggiato da Palazzo Marino. La facciata del teatro, edificato da Giuseppe Piermarini nel 1776, è in forme neoclassiche. Suggestiva la sala (2800 posti), fedelmente ricostruita dopo le distruzioni dell’ultima guerra.

TORINO
f/d - ca. 6-7 ore

La visita della città inizia dal suo cuore e cioè Piazza Castello, vasta regolare, cinta da uniformi palazzi a portici, fu progettata nel 1584 da Ascanio Vittozzi. Nel centro della piazza sorge Palazzo Madama che riassume nelle lunghe vicende costruttive la storia stessa della città. Incorpora infatti i resti di un’antica porta romana, trasformata poi nel medioevo in castello; questo, ampliato nel ‘400 dai Savoia, con torri angolari e bifore, divenne nel ‘600 dimora di Madama Reale, Maria Cristina. Il palazzo è oggi sede del Museo Civico di Arte antica. La Piazza è delimitata dalla Chiesa di S.Lorenzo, di grande interesse architettonico, e tra le più belle della città, da Palazzo Reale, dalla severa facciata che fu fino al 1865, la reggia dei Savoia, dal Teatro Regio, costruito nel 1740 da B.Alfieri e dalla Biblioteca Reale che conserva manoscritti, opere di grande valore, dal Libro d’Ore dei Visconti al Codice sul volo degli uccelli di Leonardo.
Percorrendo la bellissima Via Roma si arriva in Piazza S. Carlo, salotto di Torino, una delle più belle piazze della città, al centro della quale si trova il monumento al Duca Emanuele Filiberto di Savoia. A sud la piazza è delimitata dalle due chiese con identiche facciate barocche di Santa Cristina e San Carlo.
Percorrendo Corso Vittorio Emanuele II si arriva all’ingresso del Parco del Valentino, una delle più belle oasi verdi italiane, si estende lungo la riva del Po fino al monumentale ponte Umberto I. Adibito a verde pubblico a partire dalla metà del XIX sec., racchiude nella sua area il Castello del Valentino costruito in forme seicentesche per Madama Reale ed il Borgo Medioevale, nel quale sono fedelmente riprodotte costruzioni esistenti in Val d’Aosta. Il Monte dei Cappuccini è un rilievo boscoso, isolato dalla retrostante collina, che caratterizza il panorama torinese. Sulla sommità sorge la chiesa di S.Maria del Monte, costruita dal Vittozzi nel 1656. Accanto alla chiesa, il Museo nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, tra i più importanti del mondo per la ricca documentazione sulla montagna e sull’alpinismo. Scendendo dal Monte per C.so Moncalieri, si raggiunge la chiesa della Grande Madre di Dio, eretta in forme neoclassiche, sul modello del Pantheon romano, per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I dopo la parentesi napoleonica. Il tempio domina, oltre il Po, la vasta P.zza Vittorio Veneto, circondata su tre lati da palazzi a portico e con il quarto lato aperto sul fiume.
Nel Pomeriggio si possono alternare due visite una alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e l’altra al Museo Egizio.
La Palazzina di Caccia, arricchita dal parco e da grandi terreni circostanti, fu costruita su progetto di Juvarra come complesso di straordinaria originalità e arditezza, cui contribuirono numerosi architetti (Alfieri, Prunotto, Bo).
Il Museo Egizio è una delle più importanti raccolte al mondo dopo quella del Cairo. Fondato nel 1824 da Carlo Felice con l’acquisizione della raccolta del console di Francia in Egitto, il piemontese Bernardino Drovetti, e successivamente arricchito dagli scavi di Ernesto Schiapparelli, il museo consta di circa 30.000 pezzi e documenta la storia e la civiltà dell’Egitto, dal paleolitico all’epoca copta, con pezzi unici e raccolte organiche di oggetti d’arte e d’uso quotidiano e funeraria (tra cui la Mensa Iliaca, la tela dipinta di Gebelein, la tomba di Kha e merit, l’eccezionale tempio rupestre di Ellesjia, i rilievi di Zoser).

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