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SIRACUSA & NOTO
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La visita della città parte dal Parco Archeologico della Neapolis che è la zona più importante della città greca. L’accesso è da Viale Orsi, sulla Strada Romana, lastricata e fiancheggiata da resti di abitazioni ellenistiche e romane. Da qui si accede ai monumenti: l’Ara di Gerone II, il maggior altare eretto da Gerone II per sacrifici dedicati a Zeus Liberatore è di forma rettangolare e ne rimane solo la parte nella roccia; l’Anfiteatro Romano è quasi completamente scavato nella roccia e ha le dimensioni dell’anfiteatro di Verona. All’ingresso sorge l’ex chiesetta di S.Nicolò, sotto cui si trova una piscina rettangolare di età romana imperiale che ne era il serbatoio; il Teatro Greco, esempio di architettura greca, ospitò spettacoli per oltre 1000 anni. Subisce varie trasformazioni e ampliamenti fino alle dimensioni attuali che risalgono a Gerone II, con la possibilità di contenere 15.000 spettatori; la Latomia del Paradiso, cava calcarea profonda 20-
Si riprende il bus per andare a visitare il centro storico partendo da Piazza Pancali, preceduta dal ponte Nuovo fra Ortigia e la terraferma, dove sorgono le rovine del Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico siciliano. Dal giardino del Foro Italico si raggiunge la Fontana Aretusa, sorgente di acqua dolce proveniente da una grotta. Si arriva in piazza del Duomo è circondata dal Duomo, S.Lucia, Palazzo Arcivescovile, Palazzo Beneventano del Bosco, Palazzo del Senato, sede del Municipio, sotto cui si trovano resti di un tempio ionico e il Museo Regionale. Il Duomo (1728-
Di sicuro interesse è la visita al Museo Archeologico Regionale, immenso patrimonio archeologico con 15 mila pezzi, il Museo Nazionale che comprende l’arte medioevale, dal periodo bizantino al Rinascimento, e quella moderna.
Nel pomeriggio ci si trasferisce a Noto, cittadina disposta a terrazza sul declivio di un colle, caratteristica per il fastoso scenario settecentesco dei suoi edifici, allineati in estrose prospettive.
La visita inizia per la via principale, che partendo dalla porta nazionale, attraversa rettilinea tutta la città, allargandosi in tre piazze, dalle quali salgono a destra scenografiche, monumentali gradinate. La prima è la piazza Immacolata, sulla quale prospettano sopra una scalea la chiesa di S.Francesco o dell’Immacolata e un lato del convento del SS.Salvatore, a due ordini di pilastri accoppiati e belle finestre, accompagnato da un massiccio torrione; vi è ospitato il Museo Civico. Segue la vasta piazza del Municipio, ove a sinistra è il Palazzo Ducezio, sede del Comune, elegante opera di V.Sinatra, tutto cinto da un loggiato a colonne. Sulla destra domina dall’alto di un’ampia gradinata la grandiosa facciata settecentesca del Duomo, a due ordini di colonne e fiancheggiata da due campanili, la porta centrale a formella di bronzo è di G.F. Pirrone. L’interno a tre nobili navate su pilastri e cupola, ricco di marmi, racchiude nella cappella l’urna argentea cinquecentesca di S.Corrado Confalonieri, patrono della città.
PALERMO & MONREALE
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Il tour della città inizia dalla Cattedrale che era una chiesa paleocristiana su cui gli Arabi eressero una moschea, destinata poi al culto cristiano dai Normanni. L’edificio, come è oggi, viene iniziato nel 1135 dall’arcivescovo Offamilio e subisce ampliamenti e modifiche quasi in ogni secolo. Entrati dal portico che presenta un capitello con un versetto del Corano, si giunge nelle prime due cappelle con le tombe di Costanza d’Aragona, Enrico VI, Federico II, Guglielmo Duca di Atene, Ruggero II e dell’imperatrice Costanza. La chiesa, dedicata all’Assunta, conserva molte opere d’arte e molti sono i maestri che vi hanno lavorato.
Si prosegue la visita all’interno del Palazzo Reale per ammirare la Cappella Palatina, con soffitto istoriato simile ad un alveare; si passa poi alla visita delle Catacombe dei Cappuccini, con le mummie di centinaia di frati e personalità palermitane che dalla metà del ‘600 sono state deposte nei corridoi sotterranei del convento.
E’ obbligatoria una visita al tipico Mercato del Capo molto caratteristico per la città.
Appena dopo la pausa del pranzo viene effettuato un tour panoramico per la Piazza Quattro Canti, la zona portuale, le Piazze dei Teatri e la Fontana Pretoria.
Nel pomeriggio si parte per Monreale, dall’aspetto molto animato, su un terrazzo dominante la Valle dell’Oreto. Opera più importante è il Duomo di epoca cristiana, eretto tra il 1166 e il 1178 per volere del normanno Re Guglielmo II, ci è giunto integro. Due torri massicce rinserrano la facciata con portico del XVIII sec., divisa in tre archi con sovrastante balaustra. Bello il portale i cui battenti in bronzo vennero realizzate da Pisano nel 1186.
L’interno è un’enorme aula, lunga 102 metri e larga 40, suddivisa in tre navate scandite da 18 colonne, per la maggior parte di recupero da costruzioni antiche. Il pavimento è un capolavoro di arte musiva con fasce di marmo alternate a strisce di porfido e granito. Le pareti hanno mosaici a fondo oro che narrano storie dell’Antico e Nuovo Testamento. Lo splendido mosaico è di artigiani locali, bizantini e veneziani. Nella chiesa si conservano inoltre sarcofagi di re quali Guglielmo I, Guglielmo II il Buono e Margherita di Navarra. Sul lato destro un incantevole chiostro, anch’esso eretto da Guglielmo II, con 228 colonne e splendidi archi con tarsie policrome e mosaici.
AGRIGENTO
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L’antica Akragas, romana Agrigentum e araba Girgenti custode della Valle dei Templi, la mitica area che conserva le vestigia del passato.
La visita si concentra soprattutto su questa zona dove si potranno ammirare i vari templi. Si inizia con il Tempio di Giove Olimpico al quale si accede dal piazzale di sosta delle auto attraverso un cancello. Era uno dei maggiori edifici dell’architettura greca; abbattuto dai terremoti, si presenta oggi come uno spazio rettangolare circondato da un argine di macerie; il Tempio di Ercole è forse il più antico dei templi dorici agrigentini e dall’ammasso delle rovine si levano 8 colonne, di cui 4 col capitello; Tempio della Concordia, fra i meglio conservati di tutti i templi greci e tra le opere più perfette dell’architettura greca per la bellezza delle proporzioni e la serena maestà. Il tetto è caduto, le arcate nei muri laterali della cella furono aperte verso la fine del sec. VI d.C., quando il tempio venne trasformato in chiesa cristiana, che prese forma di una basilica a tre navate; Tempio di Giunione che sorge solitario e imponente sopra un’eminenza, fondendosi mirabilmente con il paesaggio. Conserva tutte le colonne sul lato nord col loro architrave e parte di quelle del lato est. I massi della cella sono arrossati per l’incendio del 406 a.C. A 15 mt ad Est è l’altare dei sacrifici; Santuario delle Divinità Ctonie, ad ovest di questi edifici sacri si estende una vasta area, ove si trovano numerosi altari di varia forma e grandezza, basamenti di templi e vari recinti sacri, oltre a numerose fosse. Al centro dell’area emerge il pittoresco gruppo di quattro colonne, divenute l’emblema di Agrigento, del tempio, detto di Castore e Polluce la cui trabeazione ornatissima, frutto di una ricomposizione, è di epoca ellenistico-
CATANIA & ACIREALE
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Grande e bella città della costa orientale della Sicilia dal magnifico aspetto barocco settecentesco.
La visita inizia da Piazza Duomo, centro della città, cinta da armoniosi palazzi settecenteschi e ornata nel mezzo dalla fontana dell’Elefante di G.B. Vaccarini, simbolo della città. La piazza è animata dal vivace scenario architettonico formato dalla movimentata massa del Duomo con il suo marmoreo recinto, e dalla cupola della chiesa della Badia di S.Agata, patrona della città.
Si prosegue per via dei Crociferi, una delle più monumentali della città per le sontuose chiese barocche settecentesche che la fiancheggiano: a sinistra si potrà ammirare S.Benedetto con un monumentale atrio ed un ricco interno; poi la chiesa dei Gesuiti dalla vigorosa facciata a colonne, con l’annesso ex convento dal superbo cortile a portico e loggia; a destra, S.Giuliano con una facciata curvilinea e un armonioso interno a cupola. Si termina la visita con l’Anfiteatro Romano: ne è ben conservato in tutto il suo circuito il corridoio inferiore con parte della volta; scarsi gli avanzi della cavea; l’arena era poco meno vasta di quella del Colosseo. Nel pomeriggio ci si trasferisce ad Acireale, graziosa cittadina caratterizzata da notevoli edifici e monumenti barocchi, sull’orlo di una terrazza lavica che incombe ripida sulla costa orientale della Sicilia. La visita si concentra nel centro cittadino dove vi sorge il Duomo, con moderna facciata goticheggiante, un portale barocco e vasto interno decorato di affreschi settecenteschi; nella ricca cappella di S.Venera, statua argentea della Santa, patrona della città, del 1651.
SEGESTA -
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La visita parte da Segesta, centro archeologico della Sicilia occidentale, in sito solitario e altamente suggestivo, sulle pendici del M. Barbaro, famoso per un tempio dorico.
Il tempio grandeggia solitario al sommo di una cordonata nel deserto paesaggio. E’ uno dei più notevoli esempi di costruzione dorica e tra i meglio conservati. Procedendo per un antico tracciato si giunge al Teatro di età ellenistica e restaurato dai Romani. Si apre in un ampio semicerchio, e ha la cava formata da una ventina di gradini ricavati nella roccia e la scena che rimane è aperta verso il golfo di Castellammare che si vede a distanza. La visita prosegue per Erice, caratteristica cittadina in magnifica posizione panoramica sull’alto dell’isolato monte omonimo, suggestiva per l’aspetto, i monumenti medioevali e il silenzio che vi regna. L’escursione della giornata termina con la visita di Selinunte che lega il suo nome al Parco archeologico più esteso della Sicilia. Si potranno ammirare i Templi Orientali, un gruppo di tre templi, che forse avevano un recinto unico; l’Acropoli, vi si sale traversando il Gorgo di Cottone, ove era uno dei porti della cittadina. La spianata dell’acropoli era divisa in quartieri da due arterie principali incrociatisi ad angolo retto, intersecate regolarmente da vie minori. Si arriva all’estremità nord dell’acropoli alla porta principale, difesa all’esterno da grandiose opere di fortificazione: una lunga galleria in origine coperta; una trincea difesa da due torri semicircolari, ecc.. Al di là si estendeva la grande Selinunte, distrutta dai Cartaginesi nel 409, dove recentemente sono stati messi in luce alcuni resti delle antiche abitazioni.