Il filo conduttore è trasmettere emozioni

Sono trascorsi oltre 20 anni da quando Franco, Presidente Gruppo Podium, andò a visitare la prima sede della Lega del Filo d’Oro, a Osimo.

Quando sei stato lì, capisci di essere molto, molto e ancora molto fortunato.

Capisci che ne vale veramente la pena dedicare un caffè al giorno a questa associazione”.

 

Questa l’introduzione di Franco al Presidente del Filo d’Oro, Rossano Bartoli, che in Podium ci ha raccontato la storia della “Lega del Filo d’Oro” che, da oltre 50 anni, all’incirca da quando lui ragazzo arrivò come volontario ad Osimo, è diventata anche la sua storia e noi, che sosteniamo l’Associazione da quando siamo nati, la consideriamo una parte anche della storia di Podium.

Il Filo d’Oro nasce nel 1964 con Sabina, una bambina colpita da meningite e rimasta sordo cieca. Nonostante le comprensibili difficoltà di comunicazione, Sabina apprende ben 5 lingue utilizzando anche l’Alfabeto Malossi: con tocco, pizzico sulla mano si trasmettono delle lettere e quindi delle parole.

L’Associazione inizia ad operare con 4 bambini in un minuscolo istituto medico psico-pedagocico (allora si chiamavano così) con sede negli appartamenti delle scuole rurali, quello che un tempo venivano concessi alle maestre, esattamente sopra alle scuole.

Già, perché un tempo il personale nelle scuole era prettamente femminile e si dava la possibilità alle donne di usufruire di un alloggio, per non dover fare quotidianamente lunghe distanze da casa/lavoro.

 

Con toccante commozione, nonostante 51 anni di lavoro nel centro dovrebbero avere generato un’abitudine, il dott. Bartoli (i casi della vita lo portano a percorrere strade diverse dalla sua laurea in Chimica Industriale) ci introduce ad un nuovo modo di vivere una disabilità:

noi non guardiamo quello che sono i deficit, che sono evidenti, di ciò che un bambino (o un adulto, o un anziano) non riesce a fare,

puntiamo invece l’attenzione sulle cose che si possono fare”.

 

Questo approccio innesca un processo virtuoso che coinvolge anche la famiglia e i volontari.

 

“Quei genitori, che si sono sentiti sempre dire ‘tanto non c’è nulla da fare’, in realtà scoprono che si possono fare tantissime cose,

che sono diverse da quelle di tanti bambini, ma che comunque sono importanti per una mamma, per un papà, per un nonno”.

Rumori, suoni, colori, oggetti, azioni sono i meccanismi che vengono applicati per interagire con queste persone, raggiungendo risultati incredibili rispetto alla situazione di partenza.

In questi anni al Filo d’Oro è cambiato tanto, anche grazie alla consulenza gratuita di una decina d’anni dell’Università Bocconi (di cui si sono scritti diversi capitoli di libri come Case History).

Gli esperti Bocconiani dissero:  “Dovete ragionare in un modo diverso da quello fatto sin d’ora, buttando il cuore oltre gli ostacoli, senza però perdere le caratteristiche che hanno mosso le persone che hanno costituito la Lega del Filo d’Oro”.

 

Da quel consiglio la Lega del Filo d’Oro ha iniziato a ragionare esattamente come una azienda privata, con la certificazione di qualità, con la sicurezza sul posto di lavoro, con standard riconosciuti a livello internazionale.

 

Pur essendo consapevoli che non possiamo dare aiuto a tutti, per riuscire ad accettare sempre più persone dobbiamo fare e saper fare ogni anno qualcosa di più”, continua Bartoli.

“Occorre una buona e forte organizzazione, un controllo di gestione ben strutturato, evitando di fare errori e dando quelle risposte ai genitori che da altre parti non troverebbero. Un po’ come il vostro lavoro nel turismo, che è volto alla soddisfazione del cliente”.

 

La soddisfazione delle persone porta molto di più di quello che può trasmettere il personaggio famoso che fa da testimonial (avercene comunque e sempre) e la pubblicità.

 

Perché le persone raccontano di cose vissute in prima persona e sono messaggi che rimangono nel tempo”.

 

Pensate, al Filo d’Oro hanno volontari addetti alle “coccole della buonanotte, per stare insieme ai bambini del centro e fargli vivere ogni momento di amore.

 

“Voi in Podium siete un’azienda che ha una grande trasparenza e avete un impegno anche nel sociale.

Un’azienda che sta e va bene, giustamente si deve impegnare anche nel sociale, deve fare star bene i propri collaboratori ed essere di esempio ad altre aziende”.

 

Il dottor Bartoli, una persona davvero speciale, ci saluta così:

 

 

“Il filo conduttore fra noi e voi è trasmettere delle emozioni.

Andare oltre al buio e oltre il silenzio.

Sappiamo che il futuro non è scritto, ma per certo è cominciato”.

 

 

Grazie Presidente!

 

 

 

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