Campania

NAPOLI

f/d - ca. 6 ore

La visita della città inizia dal centro storico, si incontra il gruppo e da P.zza Garibaldi in bus si raggiunge via Foria all’altezza di via Duomo dove, una volta lasciato il bus lo si potrà riprendere solo al porto.

Si percorre Via Duomo e si effettua la visita della Cattedrale sorta alla fine del ‘200 sul posto di una basilica paleocristiana del V sec., ma fu più volte rimaneggiata e restaurata. L’attuale facciata è un rifacimento in forme pseudo-gotiche della fine dell’800 agli inizi del ‘900; originali sono i tre bei portali gotici, dovuti ad Antonio Babocci, dei quali il mediano è particolarmente ricco di ornati; all’interno vi è la famosa Cappella di S.Gennaro, costruita per voto cittadino nel 1608-37.

Si prosegue lungo Via Tribunali fino all’altezza della Chiesa di S.Lorenzo, una delle più importanti chiese medioevali napoletane, iniziata dai Francescani verso la fine del sec.XIII per opera di architetti francesi che costruirono la parte absidale, continuata nella prima metà del XIV da architetti locali, rinnovata nel ‘600 e ‘700 e riportata dai restauri alle forme primitive. Da qui si è già in Via S. Gregorio Armeno, la famosa strada dei presepi, dove si effettua una piccola sosta per ritrovarsi alla fine della stradina e cioè sulla  Spaccanapoli. Si percorre fino all’altezza di P.zza San Domenico per vistare l’omonima Chiesa che risale al sec.XIV ma più volte rimaneggiata e restaurata, al cui interno sono custodite notevoli opere d’arte, soprattutto sculture dal ‘300 al ‘500.

Nell’annesso convento insegnò S.Tommaso d’Aquino e furono alunni Giovanni Pontano e Giordano Bruno. Terminata questa visita si prosegue fino a P.zza Gesù dove si visita la Chiesa di S.Chiara, uno dei monumenti principali di Napoli medioevale, eretta nel 1310-28, per munificenza della regina Sancia di Maiorca, sposa di Roberto d’Angiò; distrutta completamente da bombe incendiarie nel 1943, è stata poi riedificata ripristinando l’organismo architettonico trecentesco ispirato alle forme gotiche provenzali.

Si prosegue a piedi verso il Porto dove il bus attende per proseguire la visita della città con un giro panoramico fino ad arrivare alla zona di Posillipo attraversando in pratica tutta la città e cioè P.zza Garibaldi, C.so Garibaldi, Via Marina. Galleria della Vittoria, P.zza Vittoria, Riviera di Chiaja, Mergellina, Posillipo. Dall’alto della collina si dominano i Campi Flegrei con Bagnoli, Fuorigrotta e golfo di Pozzuoli.

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REGGIA di CASERTA

h/d - ca. 3 ore

Il Palazzo Reale, è uno dei più vasti e maestosi edifici d’Italia, Fu fatto erigere da Carlo di Borbone nel 1752, venne compiuto nel 1774 e ultimato nelle decorazioni interne un secolo dopo. Ne fu architetto Luigi Vanvitelli, di cui è il capolavoro. L’immenso edificio comprende 1200 stanze, 1790 finestre e 34 scale di collegamento interno. Gli appartamenti storici al primo piano costituiscono un museo che sarà oggetto della visita. L’interno si articola su quattro grandi cortili divisi da un solenne trio a tre navate con due bracci trasversali: a metà si allarga il vestibolo inferiore, a pianta ottagonale con 8 grandi pilastri e nicchie racchiudenti statue. A destra segue lo scenografico, maestoso scalone d’onore. Questo termina in alto all’ampio vestibolo superiore, ottagonale a colonne, sul quale dà la cappella Palatina. A sinistra si estendono gli appartamenti reali, con fastosa decorazione a stucchi, marmi e pitture, di gusto neoclassico, e arredamento di mobili e suppellettili dell’epoca. Si susseguono il salone degli Alabardieri; il salone delle Guardie, a stucchi bianchi e bassorilievi; il salone di Alessandro il Grande, con marmi pregiati e mobili in stile impero. Di qui si aprono: a destra le sale dell’Appartamento Nuovo, tra le quali sono notevoli la sala di Marte, la sala di Astrea, la vasta sala del Trono, l’Appartamento del Re, sistemato dopo il 1816, con la sala del Consiglio, le camere da letto di Francesco II e di G. Murat; a sinistra le sale dell’Appartamento  Vecchio comprendente: le quattro sale delle Stagioni e le stanze occupate da Ferdinando II e dalla regina. Seguono la biblioteca e la sala del Presepe con un grandioso presepio settecentesco ricco di oltre 1200 figure, opera dei più celebri figurinai del ‘700 napoletano.

La visita prosegue per il Parco, che costituisce la più spettacolare attrattiva della Reggia, anch’esso progettato dal Vanvitelli. Si estende per un superficie di 120 ha e per circa 3 km di profondità, parte in piano, parte in collina, con la stupenda, scenografica prospettiva delle sue fontane e delle sue cascate, alimentate da un acquedotto proveniente dal  M.Taburno.

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POMPEI

h/d - ca. 3 ore

La visita  parte da Porta Marina, che si apre sul fianco occidentale della collina sulla quale giace Pompei, verso il mare. Era una porta secondaria della città: il forte pendio la rendeva inaccessibile ai carriaggi. Si arriva al Foro, vasta piazza rettangolare, centro della vita politica, religiosa ed economica della città, vi sorgevano i principali edifici pubblici. Sul lato nord contro lo sfondo del Vesuvio dominava dall’alto del podio il tempio di Giove, ampliato e abbellito dai romani e dedicato alla triade Capitolina. Sul lato orientale del Foro, a destra del tempio di Giove, è il grande edificio del Macellum, o mercato coperto dei commestibili, di epoca imperiale. Seguono: il tempio dei Lari pubblici, cioè dei tutelari della città; il tempio di Vespasiano, sacro al culto imperiale, con una bella ara al centro; il grande edificio di Eumachia, fatto erigere dalla sacerdotessa Eumaschia  a sede della corporazione dei lavandai, tintori e fabbricanti di panni. All’angolo sud-ovest vi è l’ingresso alla basilica, il più monumentale edificio pubblico di Pompei, destinata all’amministrazione della giustizia e alla trattazione degli affari.

Percorrendo via dell’Abbondanza subito a destra vi sono le Terme Stabbiane, le più vaste e le meglio conservate di Pompei; risalgono all’epoca sannitica, ma subirono rifacimenti in età imperiale. Si entra nella palestra, ove si trovano una vasca natatoria e spogliatoi per gli atleti, ambienti destinati ai giuochi vari, una serie di stanzine per bagni privati e una grande latrina. Le decorazioni a stucco che rivestono le volte e le pareti di questi ambienti appartengono all’età dei Flavi e sono tra i più begli esempi del genere.

Si arriva ad una delle più vaste e nobili abitazioni private, la Casa del Fauno, che risale al periodo sannitico. Dall’ingresso attraverso un vestibolo si entra nel grandioso atrio, di tipo tuscanico, con belle decorazioni del primo stile.

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