SPAGNA
La Spagna, quella che non ti aspetti
7 giorni

Madrid - Sigüenza - Albarracín - Teruel - Cuenca - Madrid
7 giorni / 6 notti - Tour di gruppo in pullman con accompagnatore locale PODIUM Tour Operator.
Ogni tratta di questo viaggio ha un racconto, una storia e una sorpresa. Il percorso vede attraversare la Serranía Celtibérica, una delle più silenziose aree d'Europa, nota anche come la "Lapponia Spagnola". Un luogo di natura selvaggia dove i fiumi scavano canyon e la pietra ha contribuito a generare borghi medievali.
Periodi consigliati: febbraio-maggio e settembre-novembre.
Giorno 1 : Madrid (20 km)
La capitale nata come fortezza.
Il nostro viaggio inizia a Madrid, città nata nel IX secolo come fortezza musulmana, Mayrit.
Fu nel 1561 che Filippo II vi portò la corte da Toledo e ne fece la capitale.
I suoi circa 650 metri, fanno di Madrid una delle capitali più alte d'Europa, con inverni freddi, estati molto calde, ma secche ed escursioni termiche importanti.
La visita guidata prevede: la Puerta del Sol, il cuore vibrante del centro storico, ospita l'orologio della Casa de Correos, dove si attende con fremito il Capodanno spagnolo. All'inizio di Calle de Alcalá troviamo la statua in bronzo dell'Orso e del Corbezzolo (El Oso y el Madroño), simbolo della città.
Dinnanzi alla Real Casa de Correos è posto uno dei simboli più fotografati di Madrid: la targa del Chilometro Zero. Incastonata nel pavimento, segna il punto di partenza delle sei strade nazionali della Spagna. La tradizione vede i turisti calpestare, o girare, intorno alla targa del Kilómetro Cero per iniziare il proprio viaggio.
La Plaza Mayor, il Mercato di San Miguel (1916) è considerato un Monumento di Interesse Culturale, il Palazzo Reale e la cattedrale dell'Almudena che il 15 giugno 1993 fu benedetta da Papa Giovanni Paolo II, diventando la prima cattedrale consacrata al di fuori di Roma.
A tavola; una tipica merenda a base di cioccolata calda con churros madrileños (bastoncini di pasta fritta dalla forma cilindrica e scanalata, preparati con un impasto di acqua, farina e sale) in una cioccolateria storica del centro.
La cena prevede cocido madrileño, il piatto simbolo della zona, servito in tre tempi (brodo, ceci e verdure, carni).
Giorno 2 : Madrid – Alcalá de Henares – Sigüenza (135 km)
Dalla città al silenzio.
Uscendo da Madrid, i palazzi cedono lo spazio alla campagna che subito ci immerge nelle scene di un celebre libro di viaggio scritto nel 1948 dallo scrittore spagnolo e Premio Nobel Camilo José Cela: “Viaggio all'Alcarria” (Viaje a la Alcarria).
Proseguendo con le ispirazioni letterarie, sosta ad Alcalá de Henares, città natale del grande drammaturgo e poeta Cervantes (1547), famoso in tutto il mondo per il suo “Don Chisciotte della Mancia”.
A tavola ad Alcalá: degustazione di dolci tipici come le rosquillas (tradizionali ciambelline risalenti al XVI secolo, costituite da anelli di pasta sfoglia croccante doppiamente ricoperte da una crema di tuorlo d'uovo e da una glassa di zucchero) e la costrada (sfoglia croccante tipo millefoglie con crema e meringa). Pomeriggio a Sigüenza situata nella parte settentrionale della provincia di Guadalajara, con un magnifico patrimonio architettonico dichiarato Complesso Storico-Artistico nel 1965.
Il Castello, oggi un Parador; la Cattedrale in stile romanico e gotico, la piazza Mayor con le strade, costellate di edifici di grande bellezza che cambiano colore con la luce.
A tavola: cordero asado (agnello arrosto al forno a legna), migas (pane sbriciolato saltato con pancetta e peperoni) e formaggi di pecora. Il dessert? Miele della Alcarria DOP su formaggio fresco.
Giorno 3 ; Río Dulce – Molina de Aragón – Albarracín (Km 240)
Oggi la Spagna cambia prospettiva.
Ci dirigiamo verso il Cañón del Río Dulce.
Breve escursione a Pelegrina, delizioso villaggio con il castello su un'ansa del fiume, nel Parco Naturale del Barranco del Río Dulce. Sulle pareti volteggiano i grifoni, grandi rapaci che sfruttano le correnti d'aria calda.
Verso sud-est l'altopiano si allarga, i villaggi si diradano, il cielo sembra improvvisamente più grande. Siamo entrati nel cuore della Serranía Celtibérica, spesso paragonata alla Lapponia per la bassa densità di popolazione, un viaggio dentro il silenzio.
Sosta ai piedi del castello Molina de Aragón, uno dei più grandi di Spagna e quindi passeggiata nell’affascinante cittadina medievale.
Il Parco Naturale dell’Alto Tajo è una delle massime espressioni della biodiversità della Castiglia-La Mancia. Un luogo naturale che possiede la rete di gole e anse più estesa della Castiglia-La Mancia.
Al tramonto passeggiata ad Albarracín, dove le ombre delle mura salgono lungo la cresta e il borgo si colora di rosa.
A tavola: ternasco de Aragón IGP (agnello autoctono) con patate al forno. Nei mesi freddi, suggeriamo anche un piatto con tartufo nero di Teruel.
Giorno 4 : Albarracín e la Sierra (Km 50)
Il borgo rosa, le pitture dei primi uomini, il fiume che arriva a Lisbona.
Passeggiata fra le vie strette del borgo di Albarracin, Monumento Nazionale dal 1961.
Curiosità: il colore rosato delle case nasce dai materiali locali, gesso e argille rosse. Le mura corrono sulla cresta come un serpente di pietra, con la Torre del Andador a vigilare. La Casa de la Julianeta, stretta e inclinata, è una delle immagini più fotografate.
Breve tratta in pullman verso la Sierra, area naturale protetta con i Pinares de Rodeno ovvero pini su pareti di arenaria rossa, un capolavoro paesaggistico.
Visita guidata alle pitture rupestri levantine, tutelate dall'UNESCO, una importante manifestazione d’arte preistorica. Notevoli le scene di caccia e di vita quotidiana dipinte migliaia di anni fa.
Curiosità paesaggistica: nei vicini Montes Universales nascono quattro fiumi, il Tago (il più lungo della Penisola Iberica, arriva fino a Lisbona), il Júcar, il Cabriel e il Turia. Questo altopiano è una immensa culla d'acqua.
A tavola: migas, trucha (trota) o jamón di Teruel, con pane e olio del Bajo Aragón (DOP). Per dessert i suspiros de amante, dolce di mandorle legato alla leggenda di Teruel.
Giorno 5 : Albarracín – Teruel
(Km 40)Torri, amori, sapori.
Teruel è famosa per il mudéjar, lo stile nato dall'incontro tra artigiani musulmani e committenza cristiana. Le torri di San Martín e El Salvador, patrimonio UNESCO, sono decorate con ceramiche verdi e bianche o viola che creano armoniose luci geometriche.
Curiosità: la leggenda delle due torri narra che due maestri musulmani avrebbero gareggiato per amore della stessa donna, innalzando ciascuno una torre.
A tavola: degustazione di prosciutto di Teruel DOP, il primo prosciutto spagnolo ad ottenere la denominazione d'origine, nel 1984. Se la partenza cade a febbraio, si può vivere la festa medievale delle Bodas de Isabel de Segura (date da verificare).
Giorno 6 : Teruel – Cuenca (Km 150)
Boschi, rocce scolpite dall'acqua e un arrivo da cartolina.
Dalla provincia di Teruel attraversiamo altopiani e pinete verso la Serranía de Cuenca: torrenti, rocce bianche e grigie modellate dall'erosione carsica. Qui si racconta la vita dei gancheros, i lavoratori fluviali che fino a pochi decenni fa guidavano i tronchi lungo i fiumi fino alle segherie a valle. Questo durissimo mestiere, svolto per cinque secoli dal Medioevo fino alla metà del XX secolo, è stato ufficialmente iscritto dall'UNESCO nel Patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Sosta in un villaggio rurale per un incontro con un produttore di formaggio e di miele.
Nel tardo pomeriggio arrivo a Cuenca, iconica città in cima alle sue rupi e affacciata su due gole con le sue case sospese Casas Colgadas.
A tavola: pisto manchego, stufato a base di verdure di stagione tagliate a dadini, cotte lentamente a fuoco basso in olio d'oliva e spesso arricchito con un pizzico di paprica (pimentón). È tradizione servire il pisto con un uovo fritto o in camicia adagiato sopra, accompagnandolo con pane rustico.
Giorno 7 : Cuenca – Madrid (Km 165)
Il ritorno, con la Spagna nel cuore.
Visita ad un laboratorio artigianale. Trasferimento a Madrid.
A tavola: pan con tomate y aceite, da provare come ultimo assaggio di Spagna.