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La Perla delle Alpi - Podium Network | Tour Operator Viaggi per Gruppi in Europa

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VALLE D'AOSTA


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La Perla delle Alpi - dove la storia incontra le vette più alte d'Europa
3 giorni


Benvenuti in uno dei tour più attesi di Podium!
Tour  culturale e paesaggistico nella regione più piccola d’Italia : 3 giorni  indimenticabili, tra castelli medievali, monumenti romani, parchi  naturali e sapori autentici.
Percorreremo  insieme la Dora Baltea dalla Bassa Valle fino al cuore alpino,  incontrando fortezze che hanno sfidato Napoleone, una città romana  straordinariamente conservata, il primo Parco Nazionale d'Italia e una  tradizione gastronomica che trasforma ingredienti semplici in poesia  montanara.
Giorno 1 - Bassa Valle d'Aosta - dalla Fortezza di Napoleone ai Castelli dei Challant
Forte di Bard · Castello di Issogne · Arnad · Castello di Fénis
Prima spettacolare tappa: il Forte di Bard,  un'imponente fortezza militare che sovrasta il borgo medievale omonimo,  nel punto più stretto della Valle d'Aosta, dove la valle si stringe  fino a formare una gola lungo la Dora Baltea. Il forte attuale fu fatto  ricostruire da Carlo Felice di Savoia a partire dal 1830, dopo la sua  distruzione per opera di Napoleone. Oggi è uno dei principali poli  culturali delle Alpi Occidentali e ospita tre distinti percorsi museali:  il Museo delle Alpi (25 sale interattive), Le Alpi dei Ragazzi e il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere. Il forte è raggiungibile dagli ascensori panoramici, questa è già un'esperienza di per sé!
Curiosità Napoleonica: nel  maggio del 1800, durante la Seconda Campagna d'Italia, Napoleone  Bonaparte con il suo esercito fu bloccato da un piccolo contingente  piemontese per ben 14 giorni. L'imperatore, umiliato da quella  resistenza, ordinò la demolizione del forte definendolo una "tana di  briganti". Tra i personaggi illustri che visitarono il forte figura  anche il giovane Camillo Benso conte di Cavour, allora tenente del Genio  Militare, inviato a Bard nel 1831 a supervisionare i lavori.
Sul Grande Schermo: il Forte di Bard ha fatto da scenografia a diversi film hollywoodiani, tra cui Avengers - Age of Ultron (2015).
Dopo circa 6 km da Bard, giungiamo al Castello di Issogne.  A differenza della maggior parte dei castelli valdostani, Issogne non  sorge su una rocca ma quasi in pianura, lungo la Dora Baltea. Lussuosa  residenza rinascimentale abbellita alla fine del XV secolo dal  priore Giorgio di Challant e ulteriormente valorizzata nell'Ottocento  dal pittore Vittorio Avondo. Celebre per i suoi affreschi del cortile  che rappresentano scene di vita quotidiana medievale, botteghe,  mestieri, mercati e per la famosa fontana del melograno in ferro  battuto. Un tuffo autentico nella vita quotidiana dell'aristocrazia  valdostana del '400.
Graffiti d'Epoca: sulle pareti del castello si conservano antichissimi graffiti lasciati dagli ospiti del castello nel corso dei secoli.
Ci spostiamo per circa 9 km e giungiamo per il pranzo ad Arnad, un piccolo borgo della bassa Valle famoso in tutto il mondo per il suo Lard d'Arnad.
A tavola: il  Segreto del Lardo - Il Lardo di Arnad DOP viene ottenuto dalla  lavorazione della schiena del maiale, sgrassata e squadrata, poi posta  nei doïls (recipienti di legno di castagno) con sale, rosmarino,  alloro, salvia, pepe e chiodi di garofano. La stagionatura minima è di 3  mesi. Abbinarlo al miele di castagno e a un goccio di génépy è un'esperienza per palati raffinati.
Nel pomeriggio raggiungiamo Fénis, a circa 28 km. Il Castello di Fénis è il capolavoro  iconico più fotografato e amato della Valle d'Aosta. Sede di  rappresentanza della famiglia dei Challant, si erge su un piccolo poggio  circondato da una doppia cinta muraria con torri semicircolari merlate.  All'interno, il cortile è impreziosito da magnifici affreschi  quattrocenteschi attribuiti a Giacomo Jaquerio, con raffigurazioni di  San Giorgio che uccide il drago, figure di filosofi e santi. Uno scalone  semicircolare in pietra, in puro gotico internazionale, completa il  quadro fiabesco.
I Challant: i  "Re" della Valle - La famiglia Challant era la più potente signoria  feudale valdostana, seconda solo ai Savoia. Controllava oltre la metà  del territorio della Valle con i suoi castelli e feudi.
Cena e pernottamento ad Aosta.
A tavola: Consigliamo la Zuppa alla Valpellinentze (pane raffermo, cavolo verza e brodo di manzo con Fontina), le Crespelle alla Valdostana (crêpe con prosciutto e Fontina gratinate) e le Tegole valdostane come dolce finale (biscotti sottilissimi e fragranti, specialità di Aosta).
Giorno 2 – Alta Valle d’Aosta - Augusta Praetoria: la Roma delle Alpi e i Savoia
Il secondo giorno è tutto dedicato ad Aosta,  chiamata la "Roma delle Alpi". La città fu fondata nel 25 a.C. con il  nome di Augusta Praetoria Salassorum dal luogotenente di Augusto, Aulo  Terenzio Varrone Murena, dopo la sconfitta dei Salassi, popolazione di  origine celtica che resistette ai Romani fino all'ultimo. La visita  inizia dall'Arco di Augusto, eretto per commemorare la vittoria  romana: largo 8,29 metri, un solo fornice, decorato con semicolonne  corinzie e trabeazione dorica.
Una Città su Misura: Augusta  Praetoria fu costruita secondo il modello del castrum romano, un  rettangolo perfetto delimitato da forti mura fiancheggiate da 20 torri,  con quattro porte, una per ogni punto cardinale, attraversata dal  Decumano Massimo e dal Cardo Massimo.
Percorrendo Via Sant'Anselmo (il decumano maximus romano) si raggiunge Porta Praetoria, una delle porte antiche meglio conservate al mondo. Poco oltre, il Teatro Romano con  la sua facciata meridionale alta 22 metri, straordinariamente  conservata. La cavea poteva ospitare fino a 4.000 spettatori e oggi fa  da sfondo a concerti estivi e mercatini natalizi. Nelle vicinanze i  resti dell'anfiteatro (capienza originaria: fino a 20.000 persone),  inglobati in un convento medievale.
Tecnologia Alpina: l'intera cavea del Teatro Romano era probabilmente coperta da una tettoia (theatrum tectum)  per proteggere gli spettatori dal freddo e dalla neve, una soluzione  architettonica rarissima nel mondo romano, pensata appositamente per il  clima alpino. Vera ingegneria romana!
Sotto la cattedrale si nasconde una delle meraviglie meno note: il Criptoportico Romano,  una galleria sotterranea a U del I secolo a.C. che si snodava sotto il  foro della città. Le tre gallerie voltate, lunghezza totale circa 75  metri. A pochi passi, il Museo Archeologico Regionale raccoglie i  reperti più significativi di 2.000 anni di storia valdostana, con una  sezione dedicata alla vita pre-romana dei Salassi.
Curiosità sotto i piedi della Cattedrale: i valdostani di Aosta hanno vissuto per secoli sopra un'intera città romana senza saperlo. Il Criptoportico  fu riscoperto e scavato solo nel XX secolo: sotto il pavimento della  cattedrale gotica si celava la struttura portante del Foro romano. Un  ritrovamento che ha letteralmente capovolto la comprensione della storia  della città.
Pranzo in uno dei ristoranti tipici del centro pedonale.
Menù proposto: Fonduta valdostana (formaggio Fontina fuso con tuorlo d'uovo, latte e burro) il piatto simbolo della regione, seguita da Carbonade con polenta concia (carne bovina cotta con cipolla e vino rosso). Per i più golosi: Crema di Cogne come dessert. Vino: Torrette DOC, rosso valdostano a base di Petit Rouge, il vitigno autoctono più diffuso della regione.
Prima di lasciare il centro, una sosta doverosa alla Collegiata di Sant'Orso,  uno dei complessi romanici più importanti delle Alpi. Il chiostro con i  suoi 40 capitelli scolpiti è considerato un capolavoro dell'arte  medievale valdostana. Sant'Orso è anche il patrono di Aosta e a lui è  dedicata la più antica fiera artigianale della Valle: la Fiera di Sant'Orso, che si svolge ogni anno il 30-31 gennaio ed è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale.
Situato su un poggio panoramico nella conca di Aosta, il Castello di Sarre  fu costruito nel 1710 sui resti di un nucleo più antico (XII secolo).  Dopo vari passaggi di proprietà, divenne la residenza estiva di Casa  Savoia. Oggi è il museo della presenza sabauda in Valle d'Aosta. Da non  perdere: la Gran Sala del gioco e le stanze che documentano la storia della dinastia nel XX secolo.
Viticoltura eroica:  una serata speciale con degustazione guidata dei vini e prodotti tipici  valdostani. La Valle d'Aosta vanta un'unica denominazione DOC Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste,  con numerose sottozone che esprimono vitigni autoctoni unici al mondo:  Petit Rouge, Cornalin, Fumin, Prié Blanc, Vien de Nus. La viticoltura  valdostana è definita "eroica" per l'incredibile  difficoltà di coltivare viti su terrazzamenti ripidissimi fino a 1.200  metri di quota. Un'impresa che i viticoltori valdostani portano avanti  con passione da duemila anni.
Giorno 3 - Cogne e il Parco Nazionale del Gran Paradiso
Terzo  e ultimo giorno, il più "naturale" del tour. Da Aosta si imbocca la  SR47 in direzione Cogne, un percorso di circa 27 km che sale attraverso  la Val d'Aosta verso il cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La  strada panoramica offre splendide viste sulle montagne circostanti.
Attenzione: il pullman non può scendere verso Valnontey, ci si sposta poi a piedi o con mezzi locali.
Il Parco Nazionale del Gran Paradiso,  istituito il 3 dicembre 1922, è il primo parco nazionale italiano. Si  estende su 71.000 ettari a cavallo di Valle d'Aosta e Piemonte e confina  con il Parco della Vanoise in Francia. A Valnontey (2 km da Cogne,  raggiungibili a piedi o con shuttle), possibilità quasi certa di  avvistare stambecchi, camosci, marmotte e aquile reali nel loro habitat  naturale. Il parco ospita attualmente circa 4.000 stambecchi, la più  grande popolazione al mondo di questo animale.
Capricci Reali: lo  stambecco era sull'orlo dell'estinzione a causa della caccia  indiscriminata (purtroppo veniva cacciato per le corna-trofeo e perché  alcune sue parti erano ritenute afrodisiache). Nel 1821 il Re Carlo  Felice emanò un decreto che ne vietava la caccia, non certo per  proteggere queste creature, semplicemente per riservare il privilegio di  caccia a sé stesso. Nel 1856 Vittorio Emanuele II dichiarò la zona  Riserva Reale di Caccia. Il risultato paradossale, ma pur tuttavia  efficace, fu la salvezza dello stambecco. Nel 1922 Vittorio Emanuele III  donò allo Stato la riserva e da qui nacque il Parco.
La Prima Salita al Gran Paradiso: la  vetta del Gran Paradiso è alta 4.061 m ed è la sola cima completamente  in territorio italiano superiore ai 4.000 m. Venne scalata per la prima  volta il 4 settembre 1860 dagli inglesi John Jeremy Cowell e W. Dundas  con guide di Chamonix. In assenza di ramponi, i pionieri dovettero  tagliare oltre mille gradini nel ghiaccio vivo: la salita durò nove ore.
Cogne è un borgo incantevole, famoso per due eccellenze artigianali uniche: il dentelle au fuseau (merletto al tombolo), patrimonio artigianale riconosciuto, e la Crema di Cogne, squisita crema di cioccolato fondente e panna valdostana. Pranzo in ristorante locale: si consiglia di provare la Seupa à la cogneintze  (zuppa tipica di Cogne con fontina, pane e brodo) prima di fare una  passeggiata nel borgo con le sue caratteristiche case in pietra e legno.
Tappa facoltativa: la miniera di magnetite di Cogne, attiva dal XIII secolo fino al 1979, è oggi un sito museale che racconta la storia industriale e mineraria della Valle.
Rientro ad Aosta con tempo libero per acquistare i souvenir più autentici:
Fontina DOP, la  regina indiscussa dei formaggi valdostani. Prodotta con latte intero di  vacca Valdostana munto una sola volta al giorno, stagionata in grotte  naturali. Il suo nome deriverebbe dall'alpeggio di Fontin o dal verbo  "fondere". Fondamentale nella fonduta e nelle crespelle.
Lard d'Arnad DOP, salume unico, bianchissimo, morbido, profumatissimo.
Jambon de Bosses DOP, prosciutto  crudo prodotto nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, a 1.600 metri di  quota. Sapore delicato e profumato, con sentori di erbe selvatiche.  Abbinamento perfetto con il vino Prämetta.
Fromadzo Valdostano DOP, formaggio  prodotto con latte vaccino o misto (vaccino e caprino). A seconda della  stagionatura, da 60 giorni a oltre 6 mesi, cambia completamente  carattere: fresco e delicato o stagionato e piccante. Una DOP spesso  sottovalutata che merita una scoperta.
Génépy,  il liquore simbolo delle Alpi occidentali, ottenuto dall'infusione di  artemisia, un'erba aromatica che cresce spontanea tra le rocce alpine  sopra i 2.000 m. Digestivo, aromatico, con note erbacee e mentolate.  Tradizionalmente servito nella grolla, la Coppa dell'Amicizia, insieme a grappa, caffè e scorza di limone.
La Valle d'Aosta  è una terra di sapori genuini e certificati. Una tradizione culinaria  che nasce dall'ingegno montanaro: ingredienti semplici, lavorazioni  attente, identità territoriale fortissima.
PODIUM Tour Operator: Viaggi di cultura, paesaggio e sapori autentici.

Ufficio Prenotazioni: 0549 975 300 - 330 - 333 - 399 (100 linee r.a.)
Amministrazione: 0549 975 345 - Help-Line: +39 335 570 35 75

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