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Sicilia Esclusiva - Podium Network | Tour Operator Viaggi per Gruppi in Europa

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SICILIA


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Sicilia Esclusiva: 10 Giorni di Arte e Sapori
10 giorni

Ci sono viaggi che si fanno, e poi ci sono viaggi che restano.
Quelli  che, a distanza di anni, riesci ancora a sentire: il profumo del  gelsomino la mattina a Palermo, il calore della pietra lavica sotto le  mani a Catania, il sapore inconfondibile di una granita al pistacchio  mangiata all'alba davanti al mare di Taormina.
La Sicilia è esattamente quel tipo di posto. E questo itinerario di 10 giorni, pensato e curato da Podium Tour Operator, è costruito per portarti al cuore di quell'esperienza, con la certezza che ogni momento sia già al suo posto.
Podium  non organizza semplicemente il tour, ti fa vivere la Sicilia in  profondità, un'immersione consapevole in una delle regioni più ricche e  incantevoli del Mediterraneo.

Giorno 1 — Palermo: il cuore pulsante dell'isola
Il viaggio comincia dove la Sicilia inizia a raccontarsi: Palermo.
La  capitale dell'isola è una città che non si spiega, si attraversa. Tre  millenni di storia convivono qui in uno spazio ristretto e denso, dove  un arco normanno sorge accanto a una cupola araba, e una cattedrale  barocca ingloba una torre medievale come se nulla fosse.
La prima tappa è la Cattedrale di Palermo,  capolavoro di sincretismo architettonico che ha attraversato le mani  degli Arabi, dei Normanni, degli Angioini e degli Spagnoli, ognuno  lasciando un segno senza cancellare il precedente. La sua struttura  attuale mostra una facciata gotico-catalana del XV secolo, absidi  arabo-normanne del XII e una cupola neoclassica aggiunta nel Settecento.  
Una curiosità che stupisce sempre:  fino al IX secolo, l'edificio era una basilica cristiana, poi divenne  una moschea durante la dominazione araba e poi ancora una cattedrale.
Nel pomeriggio Palazzo dei Normanni e la sua gemma nascosta: la Cappella Palatina.
Costruita  da Ruggero II nel 1130, questa cappella è considerata una delle più  straordinarie sintesi dell'arte medievale al mondo. I mosaici dorati che  ricoprono le pareti e le volte combinano l'iconografia cristiana con lo  stile arabo-normanno in uno stile irripetibile: i pannelli con Cristo  Pantocreatore, i santi e le scene bibliche sembrano illuminarsi da soli,  come se la luce provenisse da dentro il muro. Alzare gli occhi al  soffitto ligneo a muqarnas (struttura decorativa tipica  dell'architettura islamica ) mentre si è in una cappella reale  cristiana, è una sensazione disorientante e affascinante.
La serata è dedicata al mercato storico di Ballarò, il più antico di Palermo, con una passeggiata tra le bancarelle prima di sedersi a tavola.
A tavola il primo giorno: Inizia tutto con lo sfincione palermitano,  una pizza soffice e spessa condita con cipolla, pomodoro, acciughe e  caciocavallo, profumata di origano e più ricca di qualsiasi altro  impasto che tu abbia assaggiato. Seguono le sarde a beccafico,  farcite con pangrattato tostato, uvetta, pinoli e prezzemolo, arrotolate  e cotte al forno: un piatto che porta ancora dentro di sé la traccia  araba del Medioevo siciliano, nell'equilibrio perfetto tra dolce e  salato.
Giorno 2 — Monreale e le Madonie: dove il cielo accarezza la pietra
A pochi chilometri da Palermo, il Duomo di Monreale,  uno dei luoghi che cambiano la percezione di cosa può fare l'arte.  Costruito da Guglielmo II tra il 1172 e il 1189, è ricoperto  internamente da circa 6.340 metri quadrati di mosaici dorati, è il più  grande ciclo musivo medievale del mondo ancora conservato. I mosaici  raffigurano scene dell'Antico e del Nuovo Testamento con una precisione  narrativa straordinaria.
Nella  lunetta sull'ingresso, Cristo Pantocratore domina lo spazio: alto quasi  sette metri, il suo sguardo segue chiunque si muova nella navata.
Il  chiostro adiacente è altrettanto memorabile: 228 colonne binate,  ciascuna decorata con mosaici e sculture che incorniciano un giardino di  rara bellezza.
Nel pomeriggio le Madonie,  il massiccio montuoso che sovrasta il mar Tirreno. Il paesaggio cambia  radicalmente: dai fasti barocchi della capitale si passa a borghi di  pietra abbarbicati su creste, querce centenarie, valli silenziose. A  chiudere la giornata una passeggiata tra i sentieri di Castelbuono, con la sua rocca medievale e le botteghe di manna di frassino, uniche al mondo.
A tavola: le arancine  (al femminile, a Palermo) accolgono il pranzo. Si tratta di sfere di  riso croccante fuori e morbido dentro, con ragù di carne o besciamella e  piselli. La pasta con le sarde: bucatini conditi con  finocchietto selvatico, sarde fresche, uvetta, pinoli e zafferano. Un  piatto che odora di porto e di spezie orientali in un solo boccone.
Giorno 3 — Agrigento: la Valle dei Templi e il dialogo con i Greci
Ci sono posti nel mondo dove ti senti ospite del tempo. La Valle dei Templi di Agrigento  è uno di quelli. Patrimonio UNESCO dal 1997, questo complesso  architettonico raccoglie i resti di uno dei più importanti insediamenti  dell'antica Grecia fuori dalla Grecia stessa. La città di Akragas,  fondata nel 580 a.C., fu in pochi secoli una delle metropoli più ricche  del Mediterraneo.
Il Tempio della Concordia  è il più integro: costruito nel V secolo a.C., ha conservato la sua  struttura dorica grazie alla trasformazione in chiesa cristiana nel VI  secolo d.C. Passeggiare tra le sue colonne all'alba, visita che Podium  preserva con accesso anticipato prima dell'apertura al pubblico, è  un'esperienza che non si riconduce facilmente alle parole. La pietra  calcarea diventa quasi arancione con la prima luce e la visione  dell'intero pianoro con i templi in fila sullo sfondo del mare è una  delle più belle della Sicilia.
A due passi, la Scala dei Turchi,  una scogliera di marna bianca modellata dall'erosione in terrazze  naturali, a strapiombo sul Mediterraneo blu cobalto; offre uno dei  panorami più fotografati dell'isola. La luce del primo pomeriggio la  trasforma in qualcosa di quasi irreale.
A tavola. Agrigento significa caponata:  melanzane, sedano, capperi, olive e pomodoro in agrodolce, uno dei  capolavori della cucina siciliana, dove l'influenza araba nella cottura  in agrodolce si fonde con i prodotti dell'orto mediterraneo. E poi il cous cous alla trapanese,  che qui nelle province occidentali è fatto con pesce fresco, orate,  cefali, scorfano e brodo di pesce profumato: un'eredità della  dominazione araba che ha trovato nella Sicilia la sua forma più alta.

Giorno 4 — Selinunte e Marsala: tra rovine e vino
Selinunte  è il sito archeologico più esteso d'Europa: quasi 270 ettari di  acropoli, templi, necropoli e abitazioni che si distendono su una  collina che scende verso il mare. Fondata dai Greci nel VII secolo a.C.,  fu distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C. in una delle battaglie più  sanguinose dell'antichità. Le sue colonne cadute, alcune ancora  orizzontali esattamente dove sono crollate venticinque secoli fa,  trasmettono una sensazione rara: quella del tempo non come astrazione,  ma come peso fisico.
Nel pomeriggio raggiungiamo Marsala, città che deve il suo nome all'esclamazione araba "Marsa Allah" (porto di Dio). Qui Podium vi propone una visita alle cantine Florio,  dove le botti centenarie di rovere conservano il vino liquoroso che  Marsala ha regalato al mondo. La degustazione guidata, con abbinamenti a  formaggi pecorino e olive locali, è un momento di puro piacere  sensoriale.
A tavola: Il tonno in agrodolce,  preparato con cipolla rossa, aceto e zucchero di canna, è una delle  grandi ricette della cucina trapanese. Arriva con il pane di Marsala,  denso e profumato di sesamo, e si chiude con i cannoli siciliani  fatti al momento: il guscio croccante di pasta fritta ripieno di ricotta  di pecora freschissima, granellato di pistacchio e scorza d'arancia  candita.

Giorno 5 — Trapani e le Isole Egadi: il Mediterraneo allo stato puro
La città di Trapani  è costruita su una falce di terra protesa verso la Tunisia, e ha  l'architettura di chi sa di essere un porto: compatta, pratica, bella.  Le saline di Trapani e Marsala, con i loro mulini a vento bianchi, i  cumuli di sale rosa e i fenicotteri che sorvolano le vasche, compongono  uno dei paesaggi più insoliti e fotografici della Sicilia occidentale.
La giornata include una traversata con motonave privata verso le Isole Egadi:  Favignana, Levanzo e Marettimo. Podium ha riservato un'imbarcazione  esclusiva per il gruppo, con snorkeling nelle calette di Cala Rossa a  Favignana e visita alle Grotte del Genovese a Levanzo, dove si trovano alcuni tra i più importanti graffiti rupestri del Mediterraneo, risalenti al Paleolitico superiore.
A tavola: pranzo di pesce fresco sul porto a Favignana. Involtini di pesce spada con pangrattato, capperi, olive e profumo di limone, e una busiate,  il formato di pasta artigianale trapanese, lavorata a mano attorno a un  ferretto, condita con il pesto alla trapanese: pomodoro, mandorle  tostate, aglio, basilico e olio di Nocellara del Belice.

Giorno 6 — Palermo by night e trasferimento verso est
Una mattina libera a Palermo, per chi vuole tornare a perdersi nei vicoli di Vucciria o esplorare il Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas, una delle collezioni di arte greca e punica più importanti d'Italia, con i famosi metopi del Tempio C di Selinunte.
Nel pomeriggio, trasferimento verso la costa est. L'arrivo a Taormina è il momento in cui molti viaggiatori capiscono perché questa città è considerata una delle più belle del Mediterraneo.
Una curiosità di viaggio:  Taormina non ha mai avuto bisogno di promuoversi, da Goethe a D.H.  Lawrence, da Oscar Wilde a Truman Capote, generazioni di artisti e  intellettuali europei ci sono venuti spontaneamente, attratti da quel  particolare impasto di bellezza naturale, arte greca e luce del sud.

Giorno 7 — Taormina e il Teatro Antico: il palcoscenico del mondo
Il Teatro Antico di Taormina  è il luogo più fotografato della Sicilia e, indubbiamente, uno dei più  belli del mondo. Costruito dai Greci nel III secolo a.C. e poi ampliato  dai Romani, si affaccia su un panorama doppio che non ha eguali: da un  lato il mare Ionio scintillante, dall'altro la sagoma dell'Etna, spesso  incappucciata di nuvole o di un filo di fumo bianco. Per i Greci, che  costruivano i teatri in collina per avere il cielo e il paesaggio come  sfondo scenico, questo era il punto di vista più alto che potessero  immaginare.
La  mattina: visita guidata quando ancora non c'è molta gente. È in questi  momenti silenziosi che si capisce cosa voleva dire fare arte nel mondo  antico.
Nel pomeriggio, passeggiata lungo Corso Umberto,  il decumano medievale di Taormina, tra boutique di ceramiche,  profumerie d'autore e bar dove si beve la granita più buona del viaggio.
A tavola: la pasta alla Norma  è nata a Catania, ma si mangia con reverenza in tutta la costa ionica.  Maccheroni o rigatoni con sugo di pomodoro, melanzane fritte, ricotta  salata grattugiata e basilico fresco. La sera, cena con vista sull'Etna e  assaggio di vino Etna DOC, uno dei rossi più interessanti  d'Italia: il Nerello Mascalese coltivato ad alta quota su terreni  vulcanici produce vini di una complessità inaspettata.

Giorno 8 — L'Etna e Catania: fuoco, lava e barocco nero
L'Etna  è il vulcano attivo più alto d'Europa: 3.357 metri sul livello del  mare, in perenne attività da 500.000 anni. Non è solo un elemento  naturale, è il cuore mitologico della Sicilia, la fucina di Efesto, il  mostro che scaglia le rocce contro Ulisse. Salire fino ai Crateri Silvestri  a 1.900 metri, percorrendo colate laviche che sembrano appena  raffreddate, è un'esperienza che ridimensiona in modo sano qualsiasi  sensazione di controllo sul mondo.
Podium da sempre organizza la salita con guide vulcanologiche certificate, con sosta nelle vigne ad alta quota di Benanti o Passopisciaro (aziende che producono vini di territorio straordinari su terreni neri di lava).
Catania  accoglie il gruppo nel pomeriggio. La città, ricostruita interamente  dopo il terremoto del 1693, è un capolavoro di barocco in pietra lavica  nera: per questo viene chiamata la "città nera" o la "Capitale del  barocco scuro". La Piazza del Duomo, con la fontana dell'Elefante, simbolo di Catania dal 1239, è uno degli spazi urbani più teatrali d'Italia.
A tavola: Catania è la capitale dello street food siciliano. Al mercato della Pescheria si mangiano le crispelle calde, ovvero frittelle di pasta lievitata ripiene di acciughe o ricotta e le stigghiole,  interiora di agnello arrotolate attorno a cipollotto verde e cotte  sulla brace. Una menzione anche per l'arancino catanese, che a  differenza di quello palermitano è di forma conica e si chiama al  maschile.

Giorno 9 — Siracusa e Noto: il barocco che fa piangere
Siracusa  è, per molti, il punto più alto del viaggio. Fondata da coloni corinzi  nel 734 a.C., fu per due secoli la città più potente del Mediterraneo  occidentale, più potente di Cartagine, più potente di Roma. Archimede ci  nacque. Platone ci soggiornò. Eschilo ci portò le sue tragedie in prima  assoluta.
Il Parco Archeologico della Neapolis raccoglie il Teatro Greco, scavato direttamente nella roccia nel V secolo a.C., capace di 15.000 spettatori e l'Orecchio di Dionisio,  una grotta calcarea di 23 metri di altezza dalla forma auricolare, che  amplifica ogni suono in modo straordinario: la leggenda dice che  Dionisio I ci rinchiudeva i prigionieri per sentire i loro segreti.
Il pomeriggio appartiene a Noto,  la città barocca per eccellenza. Interamente ricostruita dopo il  terremoto del 1693 su una nuova planimetria razionale. Noto è un'opera  d'arte urbana: ogni palazzo, ogni chiesa, ogni scala ha le stesse  proporzioni dorate del calcare giallo locale, che all'ora del tramonto  diventa quasi incandescente. Il Duomo di San Nicolò, la Via Nicolaci con i suoi balconi decorati da mostri, tritoni e sirene, il Palazzo Ducezio con la sua loggia aperta… ogni angolo è un fotogramma.
A tavola: pranzo a Siracusa con pasta al nero di seppia, una delle specialità ioiche più decise e memorabili. Cassata siciliana  per dessert: la torta più barocca della cucina italiana, con pan di  Spagna, ricotta dolce, pasta di mandorle, canditi e glassa bianca.

Giorno 10 — Ragusa Ibla e il congedo dall'isola
L'ultimo giorno con Podium Tour operator è dedicato a Ragusa Ibla,  la parte antica di Ragusa, che scende lungo un costone calcareo tra  ulivi e carrubi come se il tempo si fosse fermato nel Settecento.  Inserita nel circuito UNESCO delle città barocche del Val di Noto, è  forse la più intatta e la meno commercializzata di tutte.
La Chiesa di San Giorgio,  con la sua facciata concava e la scalinata che si apre come un  ventaglio sulla piazza, è un capolavoro dell'architetto Rosario  Gagliardi, l'uomo che, dopo il terremoto del 1693, ridisegnò quasi da  solo l'intera Sicilia orientale. Passeggiare per i vicoli di Ibla al  mattino, quando le botteghe aprono lentamente e gli anziani portano le  sedie fuori, è uno di quei momenti che non si possono pianificare ma che  Podium ha imparato a proteggere.
Il pranzo finale è una celebrazione: tavolata con caponata di stagione, arancini appena fritti, ricotta fresca con miele di zagara, e i mustaccioli, dolci speziati di tradizione medievale, impastati con vino cotto e profumati di cannella. Per brindare, un bicchiere di Cerasuolo di Vittoria DOCG, l'unico vino a denominazione controllata e garantita di Sicilia.


Podium Tour Operator: perché scegliere l'esclusività dei nostri Viaggi su Misura.
Organizzare  un viaggio in Sicilia non è difficile. Organizzarlo bene, con la giusta  misura tra scoperta profondità culturale e autenticità è un'altra  storia.
La Sicilia non si improvvisa. Si organizza con cura, si vive con lentezza, si porta via con gratitudine.
Podium ti accompagna in tutto questo.

Vuoi  creare un tour su misura per il tuo gruppo (minimo 10 persone) in  Sicilia? Chiedi di Podium Tour Operator. Solo nelle migliori Agenzie di  Viaggio!

Ufficio Prenotazioni: 0549 975 300 - 330 - 333 - 399 (100 linee r.a.)
Amministrazione: 0549 975 345 - Help-Line: +39 335 570 35 75

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