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Maremma Autentica e Isola del Giglio - Podium Network | Tour Operator Viaggi per Gruppi in Europa

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TOSCANA


Maremma Autentica e Isola del Giglio
5 giorni
     
1° Giorno: Dall'antica lucumonia di Roselle al cuore medievale di Grosseto (ca. 25 Km)
Roselle è una città che dorme sulla collina, fu una delle dodici importanti città-stato della lega etrusca.
Si sale a piedi lungo il suggestivo tracciato delle mura ciclopiche, circa tre chilometri di enormi blocchi poligonali incastrati sapientemente senza malta. Da qui lo sguardo si apre sulla piana maremmana dove un tempo il lago Prile si insinuava nell'entroterra, e si capisce subito perché gli Etruschi scelsero questo punto strategico: vedere, monitorare e ammirare.
Camminando tra le strade lastricate del Parco Archeologico di Roselle, si incontrano le capanne arcaiche del VII secolo a.C., di cui restano le basi in pietra. Il percorso rivela poi il successivo impianto romano con il foro cittadino, che conserva il sapore intimo di una piccola città di provincia, e la splendida Domus dei Mosaici, dove i pavimenti raccontano lo sfarzo di una famiglia benestante dell'epoca. Si prosegue verso l'anfiteatro, piccolo e raccolto, con i gradoni di pietra che affiorano dolcemente dall'erba. Nel 294 a.C. la città cadde sotto il controllo di Roma, ma proseguì la sua vita per secoli, trasformandosi in epoca paleocristiana e medievale. Nel 1138 la sede vescovile passò ufficialmente a Grosseto per volere di Papa Innocenzo II.
Grosseto è la città nel cuore di un esagono.
Nel pomeriggio entriamo nel vivo del centro storico, racchiuso dalle mura medicee costruite tra il 1574 e il 1593, sono rimaste quasi intatte, con sei bastioni che disegnano un esagono. Piazza Dante, con il monumento al granduca Leopoldo II di Lorena, ricordato per le bonifiche. San Francesco, con il Crocifisso attribuito a Cimabue, che colpisce per la sua carica di dolore umano; li Duomo di San Lorenzo, di impianto duecentesco; il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma.
A tavola: tortelli maremmani con ragù, acquacotta (la zuppa povera dei butteri e dei carbonai, con pane, verdure e uovo) e un calice di Morellino di Scansano DOCG.
 
2° Giorno: Isola del Giglio, il granito sul mare (50 Km. fino a Porto Santo Stefano; i traghetto; 20 km di giro in bus)
La giornata inizia dal ponte del traghetto: il Monte Argentario si allontana e, dopo circa un'ora, il Giglio emerge come un blocco di granito dorato.
Giglio Porto ci accoglie con case color pastello, barche e un piccolo molo. Poi il bus sale, tornante dopo tornante, in mezzo a macchia mediterranea e vigneti terrazzati. Giglio Castello è un gioiello che sorge sul crinale a circa 400 metri, con una cinta pisana, vicoli a gradini, archi e case addossate. Tra i suoi scorci si respira una storia antica e profonda, segnata anche da tempi difficili, come la storica incursione del corsaro Barbarossa nel 1544.
La Baia del Campese è il lato solare dell’isola, con una mezzaluna di sabbia chiara e scogliere di granito. Sopra la baia si staglia la torre di avvistamento, simbolo di un'isola che per secoli ha vissuto con gli occhi sul mare.
L'isola è anche legata al naufragio della Costa Concordia del gennaio 2012: i gigliesi risposero con un'accoglienza generosa, questo triste evento merita un momento di rispetto condiviso.
A pranzo, pesce fresco. In degustazione: l'Ansonaco (Ansonica) del Giglio, un vino bianco ambrato che nasce dalle terrazze a picco sul mare, frutto di una viticoltura eroica fatta tutta a mano. Per chiudere, il panficato, dolce contadino di frutta secca e uvetta
 
3° Giorno: Parco della Maremma, il cuore selvaggio (15 km da Grosseto ad Alberese, circa 30 km all'interno del parco)
Istituito nel 1975, il parco è uno dei luoghi più autentici della Toscana. Si percorre la strada degli allevamenti, dove i butteri a cavallo guidano le vacche maremmane, dalle grandi corna a lira, e i cavalli maremmani.
Si prosegue verso il mare con una passeggiata nella pineta, uno degli itinerari più facili del parco, fino alla foce dell'Ombrone. Qui restano frammenti delle antiche paludi, un paesaggio di acqua, canneti e uccelli dove si coglie il carattere originario della Maremma. Sulle colline dell'Uccellina si vedono anche le torri costiere e i resti dell'Abbazia di San Rabano, di epoca medievale.
Non si può parlare di Maremma senza citare Dante: nel Purgatorio Pia de' Tolomei dice "Siena mi fé, disfecemi Maremma". Per secoli la malaria ha fatto di questa terra un simbolo di fatica e oggi ne è diventata un tesoro naturale.
Pranzo in agriturismo: pappardelle al cinghiale, scottiglia, formaggi di pecora e pane sciapo, il pane toscano senza sale.
Nel pomeriggio la dimostrazione di doma di un buttero: un'arte antica di pazienza e rispetto per l'animale.
Nota operativa: l'accesso al parco è regolamentato; richiedere a PODIUM la prenotazione con largo anticipo.

4° Giorno: Pitigliano, Sovana e Sorano, le città di tufo (190 km con base a Grosseto)
Pitigliano sembra nascere dalla roccia, case e rupe hanno lo stesso colore caldo, quello del tufo. Si entra sotto l'acquedotto mediceo del Cinquecento e si cammina tra i vicoli fino al quartiere ebraico. Qui, per la sua storica comunità, Pitigliano è chiamata la "Piccola Gerusalemme", dove visiteremo la sinagoga (XVI secolo), il forno e le cantine scavate nella roccia.
Sovana è un borgo piccolissimo e ricco di storia: qui nacque Ildebrando, il futuro papa Gregorio VII. Poco fuori, tra i boschi, si trova la Tomba Ildebranda, monumentale sepolcro etrusco tra i più suggestivi d'Italia.
Sorano si affaccia sulla rupe con la fortezza degli Orsini. Per chi ha energia, consigliamo una passeggiata in una delle Vie Cave, profonde strade scavate dagli Etruschi nel tufo, alte anche venti metri, dove la luce arriva a fili.
Da assaggiare: gli sfratti, dolci ebraici di noci e miele che ricordano, nel nome, un doloroso episodio storico; i pici fatti a mano; il Bianco di Pitigliano DOC.
 
5° Giorno: Vetulonia e Castiglione della Pescaia, il saluto (65 Km.)
Vetulonia è una delle città più antiche dell'Etruria, una florida lucumonia che dominava i commerci marittimi. Il viaggio nel tempo comincia nel cuore del borgo medievale presso il Museo Civico Archeologico "Isidoro Falchi" (MuVet), intitolato all'archeologo e medico che nell'Ottocento ne identificò il sito. Fuori dal museo, la Tomba della Pietrera e la Tomba del Diavolino mostrano le tipiche false volte a cupola. Da qui si ammira la piana dove un tempo si apriva il lago Prile.
Castiglione della Pescaia è il finale ideale di questo tour, un borgo marinaro con l’imponente castello medievale in cima e ai piedi, il vivace porto-canale con le barche allineate come in un acquerello. Il pranzo d'arrivederci è a base di spaghetti alle arselle, frittura di paranza e Vermentino della costa.
Variante:
In alternativa alla costa, ci si può addentrare verso l'interno per scoprire Massa Marittima, una vera gemma architettonica. Il fulcro della cittadina è la Piazza Garibaldi, un capolavoro urbanistico medievale a forma di stella. Disposta asimmetricamente e in diagonale rispetto alla piazza per sfidare le tradizionali prospettive architettoniche, si erge la maestosa Cattedrale di San Lorenzo e San Cerbone. Questo duomo romanico-gotico, impreziosito dal tocco artistico di Giovanni Pisano, custodisce all'interno tesori d'inestimabile valore come la Maestà di Duccio di Buoninsegna e la trecentesca Arca di San Cerbone, regalando al visitatore un finale all'insegna della grande arte.
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Ufficio Prenotazioni: 0549 975 300 - 330 - 333 - 399 (100 linee r.a.)
Amministrazione: 0549 975 345 - Help-Line: +39 335 570 35 75

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