TOSCANA
Pienza e Val D'Orcia
3 giorni

Pienza, borghi di pietra, vini leggendari e acque termali
1° Giorno: Monte San Savino, il borgo dello scultore (Km. 60 Monte San Savino → Chianciano Terme)
Il nostro viaggio inizia da Monte San Savino, gioiello della Valdichiana racchiuso nella sua cerchia di mura e custodito da due porte monumentali. Il borgo, di antiche origini, visse il suo apogeo nel Rinascimento e diede i natali ad Andrea Contucci, detto il Sansovino, scultore e architetto che portò il suo genio fino a Roma e a Venezia.
Da non perdere: il Cassero e la Torre che, dall’alto la Valdichiana, si apre a perdita d’occhio su un mosaico di campi, filari e cipressi. Palazzo di Monte, con il suo elegante cortile e la fontana, la Loggia dei Mercanti con il portico rinascimentale e le botteghe della ceramica.
Per il palato: dalla Valdichiana arriva la celebre carne di razza Chianina, simbolo della gastronomia toscana.
Nel pomeriggio si parte per Chianciano Terme. Cena e pernottamento in hotel. Chi ha ancora energie può concedersi una passeggiata nel Parco Fucoli, tra fontane e profumo di storia termale.
2° Giorno: Montepulciano, Pienza e Montalcino (Km. 150)
Montepulciano, la regina dei vini
Dopo la colazione si sale su un crinale sospeso tra Val d’Orcia e Valdichiana: Montepulciano, città di salite eleganti e palazzi nobiliari.
Un suggerimento: salite fino a Piazza Grande, con il Palazzo Comunale e il Duomo, per una vista che da sola vale il viaggio. Poco fuori, il Tempio di San Biagio, capolavoro rinascimentale di Antonio da Sangallo il Vecchio, sembra disegnato dentro il paesaggio.
Qui nasce il Vino Nobile di Montepulciano, tra i grandi rossi d’Italia, insieme al più giovane Rosso di Montepulciano. Non lasciatevi sfuggire una degustazione in una cantina storica scavata nel tufo, tra botti secolari.
Pienza, la città ideale
Arrivo a Pienza, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Nel 1405 nacque qui Enea Silvio Piccolomini, divenuto Papa Pio II, volle trasformare il suo villaggio natale nella prima città ideale del Rinascimento affidando il progetto a Bernardo Rossellino. Il risultato è un’armonia di prospettive e di luce.
Il cuore della visita, Piazza Pio II, Palazzo Piccolomini, con il giardino pensile affacciato sulla valle e il Duomo, dalla facciata in travertino. Palazzo Comunale e Palazzo Vescovile, la chiesa di San Francesco e Via dell’Amore e Via del Bacio: i vicoli panoramici affacciati sulla Val d’Orcia.
Pienza è anche set cinematografico: ha fatto da scenario a Il paziente inglese di Anthony Minghella, vincitore di 9 Oscar. Nei dintorni, le colline attorno alla Cappella di Vitaleta sono diventate celebri anche grazie a Il Gladiatore.
Pranzo: è il momento giusto per assaggiare il Pecorino di Pienza, fresco o stagionato, accompagnato da miele e confetture, i pici al ragù o cacio e pepe e, se capita, la cinta senese.
Montalcino, il regno del Brunello
Nel pomeriggio si raggiunge Montalcino, borgo medievale dominato dalla Fortezza trecentesca, da cui lo sguardo spazia fino al Monte Amiata.
Tra le mura che conservano porte e torrioni si incontrano: il Palazzo Comunale, edificio di fine Duecento, i Loggiati di Piazza del Popolo, con arcate del XIV e XV secolo, la Cattedrale neoclassica, sorta su un’antica pieve dell’XI secolo.
Segue inoltre il seicentesco Santuario della Madonna del Soccorso, Sant’Egidio, la chiesa dei senesi (XIV sec.); Sant’Agostino, con affreschi di scuola senese del Trecento e San Francesco, con i suoi chiostri.
Montalcino è sinonimo di Brunello, uno dei vini più prestigiosi al mondo. Un calice in enoteca, magari all’ora del tramonto, è il modo migliore per chiudere la giornata.
Rientro in hotel per cena e pernottamento.
3° Giorno: San Quirico, Bagno Vignoni e Sant’Antimo (Km.155)
San Quirico d’Orcia, il borgo della Via Francigena
Lungo l’antico tracciato dei pellegrini, San Quirico conserva quasi intatta la sua cinta muraria, con le 14 torrette difensive ben visibili. Da un angolo della piazza si entra negli Horti Leonini, giardino all’italiana del Cinquecento, tra siepi geometriche e cipressi.
Da vedere anche: la Collegiata, sorta su una pieve romanica e con portali scolpiti di rara finezza e Palazzo Chigi, con il suo pozzo scenografico.
Per gli amanti della fotografia: a pochi minuti dal paese, i cipressi di Poggio Covili e le dolci colline attorno alla Via Cassia sono tra le immagini più iconiche della Toscana.
Bagno Vignoni, la piazza d’acqua
Qui vedremo qualcosa di unico: al posto della piazza c’è una grande vasca di acqua termale a 52°C, che fuma nelle mattine fresche. Un tempo la frequentarono pellegrini, papi, Santa Caterina da Siena e anche Lorenzo il Magnifico veniva a curarsi in questi luoghi.
Oggi il borgo è un luogo senza tempo, perfetto per una sosta. Il Parco dei Mulini conserva antichi mulini scavati nella roccia.
L’Abbazia di Sant’Antimo, un capolavoro nel silenzio
Il pomeriggio prosegue con la visita di Sant’Antimo, nascosta tra ulivi e cipressi, che la tradizione vuole fondata da Carlo Magno. Fu poi riedificata in epoca romanica con travertino e alabastro, che al tramonto prendono sfumature calde e dorate. All’interno colpiscono i capitelli scolpiti e l’atmosfera di raccoglimento.
Oggi vi vive una comunità di canonici premostratensi di origine francese, che celebra le funzioni in latino con canto gregoriano. Se il vostro orario coincide con una liturgia, resterete incantati.
- Periodo ideale: primavera, con le colline verdissime, e autunno, con i colori della vendemmia. A giugno il paesaggio è dorato e perfetto per le foto.
- Souvenir da portare a casa: pecorino, miele, olio, Vino Nobile o Brunello, ceramiche di Monte San Savino.