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Tour di scoperte e tradizioni - Podium Network | Tour Operator Viaggi per Gruppi in Europa

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MOLISE

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Tour di scoperte e tradizioni
4 giorni
 
Un viaggio di scoperta e di tradizioni, di vallate, città d’arte, piccoli borghi, mare e un territorio collinare straordinariamente bello, solcato dai caratteristici “tratturi”, i percorsi storici della transumanza, larghe piste, terrose o pietrose, formatesi per effetto dei periodici spostamenti delle greggi.
 
Il calore della sua gente, l’artigianato e gli antichi mestieri, rendono il Molise un affascinante “piccolo mondo antico”.
 
 
1° Giorno: Venafro – Isernia (km.25)
 
Arrivo nel borgo fortificato di Venafro, nell'ampia vallata del Fiume Volturno, che conserva il tracciato delle preesistenti strade romane. Una delle più importanti è via Plebiscito. Chiamata anche “la via per dentro”, è uno degli esempi maggiori di tracciato cardo-decumanico romano, con numerose botteghe, costituiva la spina principale del nucleo medievale. La maggior parte delle sue case era realizzata in maniera tale da presentare botteghe al piano terra e abitazioni ai piani superiori.
 
I resti di un Anfiteatro (Verlascio), l'ellisse che ne costituiva geometricamente il perimetro esterno aveva il diametro maggiore di circa 110 metri e quello minore di circa 85 metri. Le gradinate si sviluppavano per una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadrati con la possibilità di accogliere fino a 15.000 spettatori. L'impianto fu certamente usato per lo svolgimento di importanti giochi all'epoca di Augusto, come è documentato da una epigrafe che testimonia la sua esistenza almeno dal I secolo d.C. Imponente la sagoma di Castello Pandone, di origine medievale e divenuto con Enrico Pandone residenza signorile di altissimo livello nel ‘500. Incantevoli gli affreschi dei cavalli tridimensionali a grandezza naturale, con eleganti bardature in cui è indicato il nome, la razza e l’età di 26 stalloni. Anche sede del Museo Nazionale del Molise, il castello è un vero e proprio viaggio nell’arte pittorica di ben 17 secoli. Il Teatro Romano di Venafro, situato sul colle dell'ultimo decumano, nasce, a differenza degli altri teatri dell'epoca, sfruttando la pendenza naturale del terreno, in un'area particolarmente protetta dagli agenti atmosferici. Il fronte della scena è di circa 60 metri con una cavea capace di ospitare circa 3.500 spettatori. Dai ritrovamenti effettuati sembra che l'intera gradinata fosse in pietra. Purtroppo gran parte dei sedili in pietra è oggi scomparsa, essendo stato utilizzato il teatro come cava naturale per pietre già lavorate ed usate per realizzare gran parte degli edifici di epoche successive.
 
L'Acquedotto venafrano, lungo circa 30 Km, prelevava le acque direttamente dalla sorgente del fiume Volturno per redistribuirla a tutte le ville urbane. Purtroppo il condotto, per la sua particolare posizione, ha subito lungo i secoli un'erosione naturale.
 
Proseguimento per l’antica città di Isernia, posta su un promontorio tra due fiumi. Visita dell’area archeologica “La Pineta”, un insediamento preistorico tra i più antichi d’Europa. Curiosità: il sito archeologico è risalente a circa 730.000 anni fa, ha un’importanza unica per la ricostruzione della storia dell’origine dell’uomo nel continente europeo e in particolare del modo di vita dell'Homo erectus.  
 
Da vedere nel centro storico la duecentesca Fontana Fraterna, eretta in piazza Celestino V, nato proprio in questa città e realizzata recuperando frammenti di iscrizioni e bassorilievi romani.
 
Cena e Pernottamento.
 
Specialità culinarie: i fischioni, sorta di maccheroni, con sugo e pecorino. I molisani sono pronti a giurare che il termine maccherone, ritenuto dai più napoletano, derivi, invece, dal molisano macca, che vuol dire pasta.
 

 
2° Giorno: Isernia - Scapoli - Rocchetta - S. Vincenzo – Cerro al Volturno – Agnone (Km. 95)
 
Dopo la Prima Colazione, partenza verso la “Capitale della Zampogna”. Scapoli, borgo medievale fra i più belli d’Italia, famoso per la tradizione delle zampogne, dove si può visitare il museo che espone strumenti di produzione locale ed estera.
 
Curiosità: Scapoli ha saputo conservare un antico artigianato artistico, quello della costruzione della zampogna, uno strumento pastorale, capolavoro di artigiani straordinari che si tramandano da padre in figlio un’arte antica. Già conosciuto dagli Antichi Romani che lo chiamavano “Utriculus”, ovvero piccolo otre, per la sua caratteristica distintiva, cioè la sacca che funge da riserva d’aria per il suonatore e consente quindi l’effettuazione del suono continuo. Le Zampogne di Scapoli si realizzano con vari legni, soprattutto di ulivo, di ciliegio e di prugno. A Scapoli si svolge l’ultimo week-end di luglio di ogni anno la Mostra Mercato e Festival Internazionale della Zampogna.
 
Continuiamo il viaggio fino a giungere a Rocchetta al Volturno, la cui parte alta è un suggestivo borgo medievale quasi disabitato, dai vicoletti e casette in pietra e dominato dai ruderi del Castello Battiloro. Il silenzio scenografico delle vecchie insegne delle botteghe, rende la visita quasi surreale.
 
Sosta all'antico monastero benedettino di S. Vincenzo al Volturno, importantissimo centro religioso, economico e culturale del VIII secolo. Gli scavi hanno riportato alla luce le strutture dell'antico complesso monastico e la cripta dell'Abate Epifanio con affreschi del IX secolo.  La visita dell’area archeologica ci proietta in un’epoca di profonda fede e spiritualità, ma anche di grandi abilità artigianali e architettoniche. Scopriremo un mondo organizzato secondo ritmi ben scanditi, ma anche in balìa di degli avvenimenti politici e bellici, un Medioevo, in tutte le sue forme.
 
Curiosità: Il complesso raggiunse le dimensioni di una vera e propria città monastica: 10 chiese con terre in gran parte dell’Italia centro-meridionale e più di 300 monaci. Nell’anno 787 Carlo Magno pose il monastero sotto la sua protezione con il privilegio di esenzioni fiscali e giudiziarie e l’autorizzazione alla comunità ad eleggere il proprio abate senza alcuna interferenza da parte di altre autorità ecclesiastiche. Tale episodio dà l’idea del ruolo di primissimo piano di San Vincenzo fra le grandi realtà abbaziali d’Europa.
 
Proseguimento verso uno dei castelli più belli del Molise, Cerro a Volturno, fortificazione medievale che sorge su uno sperone roccioso in posizione dominante.
 
Per raggiungere il castello occorre attraversare le stradine del delizioso centro storico, racchiuso da una cinta muraria del XIV secolo.
 
Curiosità: la fortezza sorveglia da tempo immemore con le sue torri possenti, tutta la vallata del Volturno. Uno scenario di strepitosa bellezza, da meritare un francobollo delle vecchie “200 Lire” della famosa serie sui castelli italiani degli anni ‘80.
 
Si giunge quindi alla suggestiva area archeologica di Pietrabbondante, uno dei centri più importanti dell’Alto Molise, situato a più di mille metri di altezza. Il piccolo borgo è addossato alle “Morge”, punte di roccia nuda, nei pressi del monte Saraceno, ricoperto da boschi, che proteggono importanti mura megalitiche. Importantissimo centro civile e religioso dei sanniti Pentri, antico e fiero popolo che occupava il territorio molisano prima dell’affermazione del dominio di Roma. Tutto il complesso è orientato a est-sud/est in asse con il punto in cui sorge il sole nel solstizio d’inverno. In questo modo dal tempio era possibile assistere alla nascita del sole sulla sinistra e averlo a mezzogiorno sulla destra, rispettando precisi principi della disciplina augurale.
 
Curiosità: il teatro è una vera bellezza, soprattutto i sedili in pietra delle prime tre file. Ogni seduta è un blocco unico e ha un dorsale delicatamente sagomato e rigettato all'indietro, di una comodità assoluta, degna delle più moderne poltrone anatomiche. Elegantissimi i braccioli a forma di zampa di grifo alle estremità e possenti gli Atlanti inginocchiati nell’atto di sorreggere il globo, scolpiti nella pietra dei muri di sostegno.
 
La giornata si conclude ad Agnone, antica città sannita, è sede di quello che si presume sia il più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane (Pontificia fonderia di campane Marinelli), fondato intorno all'anno 1000 e tra i pochi che possano fregiarsi dell'onore di utilizzare per i propri prodotti lo stemma pontificio.
 
Curiosità: Agnone è famosa per la presenza dell'antichissima Fonderia Marinelli. Le sue origini risalgono al Medioevo, e la fonderia è ricordata per la fabbricazione di campane per edifici quali la Cattedrale della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei e dell'abbazia di Montecassino.
 
Cena e Pernottamento.
 
Specialità culinarie: sovrano indiscusso della produzione casearia, formaggio “archeologico” ed eredità della grande civiltà della Transumanza, il Caciocavallo di Agnone P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) è un formaggio a pasta filata stagionata ed è tra i prodotti su cui si fonda la cultura enogastronomica italiana.
 
 
3° Giorno: Agnone – Campobasso - Trivento – Montefalcone nel Sannio - Termoli (Km. 190)
 
Dopo la Prima Colazione partenza verso Campobasso, dalle origini medievali, il nome “Campus bassus” si riferisce alla posizione dell’abitato, costruito ai piedi di un castello, collocato in cima ad una collina. Il centro storico si sviluppa in vicoli, stradine, scalinate e conserva chiese, porte medievali, torri e mura di difesa. La nostra passeggiata ci condurrà alla scalinata in prossimità della chiesa di San Leonardo, che ci introduce ai luoghi più belli della città vecchia: la chiesa di San Bartolomeo con la Torre Terzano, la chiesa di San Giorgio, il Castello Monforte con il Santuario Santa Maria del Monte. Dal belvedere del castello si può ammirare tutta la città. L’eleganza della parte ottocentesca con le sue strade diritte e alberate, il bel palazzo comunale, le piazzette, i giardini e la villa De Capua, che conservano alberi e piante rare.
 
Curiosità: i cantanti italiani Fred Bongusto e Tony Dallara sono nati qui.
 
Proseguimento verso il tipico centro medievale, sviluppatosi intorno ad un piccolo agglomerato in cima ad un colle, Trivento. Il borgo è un intrigo di piccoli spiazzi e scalinate tortuose. Gran parte delle case e delle strade sono in pietra, a testimonianza della grande abilità degli artigiani locali, e sono dominate dalla Cattedrale, che merita una visita approfondita. Su un lato della collina si incontra la traccia del tratturo Celano-Foggia, in uno dei tratti meglio conservati e facilmente visibili dell’intera regione. Ad emozionare è anche il territorio è anche il ponte di legno in località Morrione, i boschi di querce e cerri, dove crescono porcini e tartufi, e gli spettacolari macigni rocciosi: le morge del Principe e quella di Pietra Fenda.
 
Curiosità: Il tratturo Celano-Foggia è il secondo tratturo più lungo dell'Italia meridionale, dopo il tratturo L'Aquila-Foggia. Era una delle direttrici della transumanza, con una lunghezza di circa 200 km.
 
Visita al borgo ricco di leggende, Montefalcone nel Sannio, si dice che qui sorgesse l’antica città sannita di Maronea, espugnata ad Annibale e distrutta nel 212 a.C.  Nella Chiesa del ‘600 di Santa Maria delle Grazie o “del Latte”, si racconta che qui le donne sterili venissero a chiedere le grazie alla Madonna. Percorriamo a piedi Via Margherita, istituita in onore della regina, ma chiamata comunemente “la Siberia” perché in questo vialetto è freddissimo in ogni giorno dell’anno.  
 
Proseguimento per Termoli, piccolo borgo antico, tra i più belli d’Italia, su un promontorio roccioso che si affaccia direttamente sul mare, con al centro la meravigliosa facciata della Cattedrale, monumento nazionale tra gli esempi più belli del romanico in Molise, che conserva le reliquie del patrono San Basso. Su un lato del borgo, cinto dalle antiche mura, si trova l’affascinante Castello Svevo, di probabile origine normanna, ma la cui struttura difensiva venne potenziata ad opera di Federico II. Curiosità: la torre superiore del Castello, isolata dal resto della costruzione, ospita sulla sommità la stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare.
 
 
Tempo dedicato alla fotografia dei tradizionali «trabucchi», macchine da pesca realizzate da una fitta palizzata conficcata tra gli scogli, che terminano con una piattaforma collegata alla terraferma attraverso una passerella. Due antenne che si allungano sull’acqua reggono una rete rettangolare, che, attraverso un argano, viene calata in acqua.
 
Cena e Pernottamento.
 
 
4° Giorno: Termoli
 
Dopo la prima colazione visita del litorale molisano lungo i suoi 35 Km di costa, dalla foce del fiume Trigno a quella del torrente pugliese Saccione, dal mare limpido, la splendida vegetazione e soprattutto il grande patrimonio artistico e culturale. Rientro a casa.
 
In aggiunta all’itinerario consigliamo l’estensione alle Isole Tremiti.

Ufficio Prenotazioni: 0549 975 300 - 330 - 333 - 399 (100 linee r.a.)
Amministrazione: 0549 975 345 - Help-Line: +39 335 570 35 75

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